Il passaggio di consegne a Palazzo San Giacomo non e' ancora avvenuto ma continua la polemica tra i due sindaci di Napoli: l'uscente Luigi de Magistris e il neo eletto, ma in attesa di proclamazione, Gaetano Manfredi. Ad attaccare e' ancora l'ormai ex primo cittadino che gia' al momento degli auguri post voto all'ex Ministro dell'Universita' e rettore della Federico II non si era fatto mancare una stoccata: "Non ho nulla da dire su di lui, ma sembra un sindaco che non comincia libero: ha troppe persone che gli mettono, anche nelle fotografie, le mani sopra le spalle" aveva affermato de Magistris trovando poi la pronta reazione di Manfredi: "Sono libero e ho il 63% dei cittadini con me" ha risposto con decisione il "professore". Ora un nuovo atto del confronto a distanza tra il passato e il futuro di Napoli. L'oggetto del contendere e' il Lungomare che de Magistris ha chiuso e pedonalizzato e che ora Manfredi pensa di riaprire, in alcune ore e giorni della settimana, per alleggerire il peso del traffico cittadino. Ma il sindaco uscente non ci sta: "Leggo che Manfredi ritiene di non voler continuare sulla pedonalizzazione del lungomare liberato, se non nei fine settimana", scrive Dema su Facebook preparando il terreno per il suo affondo che arriva subito dopo: "Sorprende - spiega - che un sindaco appena eletto non sia al corrente che e' stata aggiudicata una gara pubblica con tanto di ingente finanziamento pubblico (13.500.000 euro) sulla riqualificazione del Lungomare per la sua pedonalizzazione. Un uomo delle istituzioni come il rettore Manfredi non puo' non sapere che non dare seguito alla gara pubblica significa perdere finanziamenti pubblici e commettere delle palesi illegittimita' sul piano amministrativo, senza considerare la miopia politica di una tale scelta, in quanto il Lungomare liberato ha rappresentato uno dei principali brand per trasformare la citta' dei rifiuti in cui ci era stata consegnata dieci anni fa dal Pd, nella citta' del turismo, come anche i dati di questi giorni stanno dimostrando. Ci auguriamo che Manfredi non sprechi denaro pubblico e non sia ostaggio di equilibrismi politici", conclude de Magistris.