NAPOLI. «Io sono un civico, non ho nessuna intenzione di negare la mia storia, resterò sempre un civico indipendentemente dall'invito che faccio a tutti i soggetti politici che dovranno accompagnarci. Mettiamo da parte vessilli e le ragioni di Stato, dialoghiamo sui contenuti e programmi. La gente ha bisogno di risposte ai problemi concreti. Ce ne fottiamo dei simboli, noi vogliamo ragionare di cose, di progetti di programmi». Lo ha detto Catello Maresca, candidato sindaco di Napoli, nel corso di un comizio nel quartiere Ponticelli.

«Venite - ha aggiunto Maresca - la nostra porta è aperta, Napoli ha bisogno di fatti. Napoli non si gestisce, non si amministra, Napoli si ama. Sono i napoletani che lo vogliono, non è Catello Maresca. Confrontiamoci sui programmi».

Sulla pubblicazione di alcuni sondaggi sui quotidiani locali, rivolgendosi ai giornalisti presenti, Maresca ha detto: «Basta con i sondaggi condominiali, non si possono raccontare sciocchezze alle persone. Fare un sondaggio in cui 3.600 persone si rifiutano di rispondere, 800 rispondono e 30-40% non ha un'opinione, questi non sono sondaggi, questa è carta straccia. Voglio un confronto sui programmi, l'ho detto agli altri candidati: confrontiamoci sulle cose concrete, di risposte, modalità operative, squadre. Per questo prego anche i giornalisti di interessarsi: interrogate i candidati sulle cose da fare e perché non l'hanno fatto fino a ieri. Le chiacchiere stanno a zero».

«Noi non facciamo chiacchiere, partiamo dai problemi concreti. L'unica ideologica che deve e può accompagnare questo progetto si chiama Napoli». Rivolgendosi ai cronisti al termine del comizio, ha chiesto: «Interrogateci, interrogate noi e tutti gli altri candidati sindaco, sui programmi e sui progetti per Napoli, sui numeri. Noi siamo gente che studia, perché ce l'abbiamo nel dna e siamo persone serie, e vogliamo proiettarci per il progetto per Napoli sui numeri, sui dati e sulle cose che si possono fare».

Sulla scelta di Ponticelli per il primo comizio della sua campagna elettorale, Maresca ha spiegato: «Credo sia simbolico. Noi partiamo da qui, da dove c'è sofferenza e dove c'è bisogno di dare risposte».