MONDRAGONE. Ciò che accade nell'alto casertano è soprattutto una questione lavorativa. È quanto dichiarano il segretario regionale della Ugl Campania, Gaetano Panico, e il segretario territoriale della Ugl Caserta, Ferdinando Palumbo. “Nei primi giorni di aprile - hanno argomentato i sindacalisti - avevamo messo in guardia le istituzioni e la politica, ricordando come i comparti agricoltura e turismo potevano essere trainanti per uscire dalla crisi derivata dall'emergenza Covid a patto che fossero state adottate misure certe in termini occupazionali e di contrasto al caporalato. Ciò che oggi non si vuol vedere è che la rivolta è scoppiata poiché tanti braccianti sono stati confinati in quarantena senza essere assistiti nelle loro abitazioni e purtroppo tra questi pare ci siano lavoratori privi di tutele. La Ugl aveva più volte ribadito la necessità di coinvolgere manodopera locale e di garantire assunzioni a norma di ccnl a quanti dovevano operare; il Covid ha soltanto acuito le problematiche di una polveriera sociale ed oggi va assolutamente trovata una quadra per stabilire un minimo di convivenza tra cittadinanza, lavoratori ed immigrati regolari. Come se non bastasse - hanno concluso i sindacalisti - il risalto mediatico dovuto alla proclamazione della zona rossa nelle palazzine Cirio di Mondragone ha impattato sui lidi del litorale Domizio che nel fine settimana appena trascorso hanno visto affluenze di bagnanti prossime allo zero. Ben vengano le visite degli esponenti della politica, purchè questi si adoperino a ricercare soluzioni immediate, la nostra organizzazione non si sottrarrà al confronto".