«Il trasferimento della Biblioteca nazionale da Palazzo Reale a Palazzo Fuga è frutto di una volontà politica tutta proiettata all'investimento economico delle sale liberate e non alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Una cecità politica che svalorizza un patrimonio inestimabile per fini puramente di marketing. Un progetto in cui non si fa nessun riferimento su come far funzionare al meglio la Biblioteca, soprattutto dal punto di vista delle risorse umane». Lo sostengono il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, e Rosanna Ferreri, segretaria Fp Cgil Napoli e Campania, dichiarando la loro contrarietà all'ipotesi di trasferimento della Biblioteca nazionale di Napoli dall'ala di Palazzo Reale che attualmente la ospita a Palazzo Fuga, noto come Albergo dei Poveri, enorme palazzo settecentesco di piazza Carlo III.

«A fine 2019 - denunciano Cgil e Fp Cgil - i dipendenti della Biblioteca nazionale erano 131 mentre oggi, in seguito anche ai pensionamenti, sono soltanto 73 con un'ulteriore perdita durante l'anno che non consentirà di garantire i servizi minimi all'utenza. A fronte di questa penuria di personale è previsto per luglio l'ingresso di 8 nuovi assunti. Riteniamo che i numeri già esigui al momento, lo saranno ancora di più nel nuovo, eventuale, contesto. Auspichiamo fermamente una seria attenzione a come far funzionare l'esistente piuttosto che avviare progetti che poco hanno a che fare con l'investimento nella nostra città per rilanciare le nostre strutture culturali e garantire occupazione. Non è più rinviabile una vera e strutturata campagna di assunzioni che possa dare respiro alla Biblioteca Nazionale e più in generale al settore delle biblioteche che sono da anni in sofferenza, come già sta avvenendo alla Biblioteca dei Girolamini e alla Biblioteca Universitaria di Napoli».

Ricci e Ferreri auspicano «un ripensamento da parte della politica affinché possa continuare ad essere garantita un'offerta culturale per la nostra città, con un incremento di personale che possa consentire l'apertura di tutte le sezioni della Biblioteca, chiuse per mancanza di personale, utilizzando al meglio le risorse del Pnrr. Chiediamo al ministro Dario Franceschini di dare maggiore ascolto alle voci che si levano dalla città, aprendo un confronto serio con le organizzazioni sindacali».