NAPOLI. Delusione e malumori tra i fedeli cattolici di San Ferdinando di Palazzo a Napoli, per il silenzio da parte della Curia sulla richiesta di trasferire la Messa di Pasqua in rito Tridentino, alla quale partecipano da quasi 20 anni. Si tratta di della Messa celebrata in latino con il Messale del 1962 di Papa Giovanni XXIII. Una trentina tra insegnanti, avvocati, docenti universitari, ma anche pensionati e studenti, aveva inviato a ottobre 2021 un appello all'arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. per chiedere che dopo l'interruzione dovuta alla pandemia di Covid-19 riprendesse la celebrazione con il rito antico cominciata a febbraio 2007. Monsignor Battaglia, tramite la sua segreteria, verificato che la richiesta ottemperava alle condizioni poste dal motu proprio di papa Francesco Traditionis Custodes, ha dato il via libera, ma il rifiuto a celebrare in latino del sacerdote assegnato alla chiesa di San Ferdinando ha bloccato tutto. "La segreteria dell'arcivescovo - spiega G.D., avvocato - ha riconosciuto il nostro diritto a poter assistere alla Messa in latino, che si celebra in tutta Italia in oltre 100 chiese, ma don Lino Silvestri non intende obbedire, senza dare nessuna spiegazione e ha perfino rifiutato di incontrarci". Per superare lo stallo i fedeli di San Ferdinando di Palazzo hanno chiesto di poter trasferire temporaneamente le celebrazioni in rito antico nella vicina Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, che sarebbe pronta ad accoglierli. L' autorizzazione al trasferimento deve venire da monsignor Michele Autuori, vescovo ausiliare. "Ma il prelato - dice Nicla Cesaro, portavoce del gruppo di fedeli - e' irraggiungibile da gennaio. Gli abbiamo scritto, abbiamo telefonato al suo segretario, per chiedergli di riceverci, ma non abbiamo avuto risposta. Porte chiuse per noi. Ma il problema qui e' piu' ampio e riguarda tutti i fedeli. In questo modo a Napoli non si applicano le disposizioni del Papa contenute nel Motu Proprio Traditionis Custodes". Monsignor Autuoro ha fatto sapere, tramite il segretario don Oreste Rinaldi, che "sta valutando la richiesta e decidera'".