Agguati di camorra nel 2009: 6 arresti, presi anche i mandanti dell'omicidio del consigliere comunale Pd di Castellammare di Stabia, Gino Tommasino. I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia partenopea (pm Giuseppe Cimmarotta) a carico di 6 persone, presunte appartenenti al clan D'Alessandro.

Dopo 15 anni, risolti quattro omicidi di camorra avvenuti a Castellammare di Stabia. Già definitive le condanne per i collaboratori di giustizia Salvatore Belviso, Renato Cavaliere e Raffaele Polito, e per il baby killer Catello Romano, oggi in manette i presunti mandanti dell'agguato ai danni di Tommasino, ucciso il 3 febbraio 2009. Tra gli indagati figura anche il boss Vincenzo D'Alessandro, a piede libero da tempo e residente lontano da Castellammare di Stabia. 

ANCHE UNA VITTIMA INNOCENTE IN AGGUATI 2008-2009, UCCISO PERCHE' TESTIMONE. Oltre ai presunti mandanti dell'omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Gino Tommasino, i carabinieri e la Dda hanno risolto altri due agguati di camorra avvenuti 15 anni fa in provincia di Napoli. Tra i destinatari della misura cautelare figurano il boss Vincenzo D'Alessandro, che fino ad oggi era a piede libero dopo aver scontato in via definitiva precedenti condanne per camorra, uno dei suoi uomini di fiducia Paolo Carolei, anche lui libero, e ancora Sergio Mosca, Antonio Lucchese, Michele Massa e Catello Romano, quest'ultimo unico del commando che ucciso il politico PD a non aver collaborato con la giustizia.

Nella sua tesi di laurea in carcere, Romano - all'epoca dei fatti 18enne e con la tessera del Partito Democratico in tasca - nei mesi scorsi aveva confessato il duplice omicidio di Carmine D'Antuono e Federico Donnarumma, quest'ultimo ammazzato da innocente semplicemente perché aveva visto in faccia il killer. L'agguato fu consumato a Gragnano, la mattina del 28 ottobre 2008. Risolto anche l'omicidio dell'ex operaio Antonio Vitiello, ucciso il 5 gennaio 2009 lungo la strada Panoramica verso Sorrento, e trovato privo di vita nei pressi della sua auto.