NAPOLI. Ha installato un’app sul cellulare della ex compagna per controllarne i movimenti ed eventualmente seguirla. Ma la donna se n’è accorta e dopo una mattinata movimentata è stato arrestato dalla polizia per atti persecutori. Secondo l’accusa (e ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato fino all’eventuale condanna definitiva) il 19enne Matteo Tortora avrebbe avuto un comportamento da stalker, anche se spetterà al giudice valutare i contorni della storia.

Da sottolineare il comportamento coraggioso della vittima, che con uno stratagemma è riuscita a liberarsi del giovane per il tempo necessario a chiedere aiuto ai funzionari del commissariato Scampia (guidato dal dirigente Bruno Mandato). Tutto si è svolto nel popoloso quartiere di Napoli Nord. Ecco la ricostruzione della vicenda. L’altro ieri mattina una donna è entrata visibilmente turbata e agitata nel commissariato Scampia, ha riferito all’ingresso il motivo ed è stata fatta accomodare in ufficio.

Pochi minuti dopo il suo racconto era sufficiente a far partire le indagini. Infatti ha detto al personale della polizia di voler denunciare di essere stata costretta a far salire il suo ex compagno a bordo della propria autovettura. Il quale, dopo un breve colloquio, aveva preteso di visualizzare il contenuto dello smartphone della donna, come era già avvenuto in precedenti occasioni. La donna, anch’ella giovane, ha altresì raccontato che, dopo un breve giro del quartiere, con una scusa era riuscita a scendere dal veicolo lasciando da solo l’ex e si era allontanata con passo rapido per raggiungere l’ufficio di polizia. I poliziotti, poco dopo, hanno rintracciato il “sospetto” in via Pazienza, lo hanno bloccato e hanno accertato che aveva installato sul telefonino della donna un’applicazione che gli consentiva di localizzare l’apparecchio permettendogli di seguirne gli spostamenti. Matteo Tortora, un 19enne napoletano della zona già noto alle forze dell’ordine ma senza legami con la criminalità, è stato arrestato per atti persecutori