"Rivogliamo la nostra scuola" e "La vela non si tocca" gridano a chiare lettere i ragazzi e le famiglie di Mascalzone Latino in una mattinata di protesta nel cuore di Napoli. La Scuola di vela del team di Vincenzo Onorato e' da due mesi senza casa perche' la Marina Militare, che ospitava nei suoi locali gli studenti, non ha rinnovato il contratto di collaborazione con il sodalizio fondato dall'armatore partenopeo.

E cosi' 30 giovanissimi di eta' compresa tra i 6 e i 18 anni sono stati sfrattati 11 anni dopo la nascita di un istituto che aveva avuto il merito di trasformare un edificio fatiscente in un centro d'eccellenza con aule studio, centro congressi, bar e ristorante.

"La storia ha avuto inizio il 6 settembre dello scorso anno quando e' scaduto l'ultimo contratto di collaborazione tra la Marina Militare e Mascalzone Latino - spiega Antonietta De Falco, direttrice della Scuola di Vela -. Vennero da Roma il vice capo di Stato maggiore con altri sette ammiragli per garantirci tutta la volonta' e il sostegno per rinnovare e fu stipulato un contratto ponte che ci doveva traghettare al nuovo accordo per i prossimi tre anni". "Poi qualcosa e' cambiato - prosegue la consigliera nazionale della Fiv -: c'erano tutti i presupposti per andare avanti, non ci aspettavamo che la Marina non accogliesse piu' le nostre richieste di rinnovo. Appena e' scaduto il contratto, perche' appunto sono state fatte cadere le proposte di prolungamento, e' arrivata la triste notizia dello sfratto.

Dal 19 aprile i nostri ragazzi non possono piu' accedere alla Scuola e sono stati messi alla porta. Abbiamo cercato di continuare i progetti anche grazie agli altri circoli che con generosita' ci hanno ospitato garantendo almeno la parte sportiva. Purtroppo pero' - conclude De Falco - tutte le altre attivita' educative, che rivestono la vita a 360 gradi degli allievi, sono venute a mancare". "Una situazione veramente oltraggiosa - rincara la dose il patron di Mascalzone Latino Vincenzo Onorato -.

Questa e' una scuola fondata per i ragazzi dei quartieri difficili di Napoli. Da noi non vanno solo in barca a vela, hanno trovato una casa, conoscono e imparano il mare ma soprattutto e' un doposcuola, e' un avvio alla professione per alcuni di loro che sono stati gia' inseriti nel mondo del lavoro. Che la Marina tagli queste prospettive a questi giovani e' una cosa tremenda" tuona l'armatore prima di mettersi a capo del mini corteo di via Acton che si conclude con cori, cartelli e la scritta "Vergogna" esposta a caratteri cubitali davanti ai locali dell'ormai ex Scuola.

Dal canto suo, in una nota stampa, la Marina Militare spiega la sua posizione sul mancato rinnovo dell'accordo (allo scadere del quale era stata concessa una proroga di ulteriori 6 mesi) che non si sarebbe concretizzato "sia perche' la Forza Armata necessita delle infrastrutture per esigenze di carattere istituzionale, sia per il perdurare di una situazione debitoria non ancora sanata". "Occorre ribadire - prosegue il comunicato - che la Marina Militare si e' in ogni caso fatta carico di preservare le attivita' a favore dei giovani velisti, assicurando il supporto logistico dei ragazzi sia presso il Quartier Generale che attraverso il progetto collaborativo con la Lega Navale dell'Accademia dell'Alto Mare".

La replica di Onorato, su queste argomentazioni e' netta: "Il parlare difficile serve per non dire mai la verita', ce le devono spiegare queste esigenze di carattere istituzionale" afferma il Presidente di Mascalzone Latina che poi tocca la questioni dei debiti: "Siamo pronti a saldare il pregresso della situazione debitoria purche' si riaprano i cancelli. La Marina deve avere 40mila euro e li avra' ma e' comunque vergognoso che per una sorta di onlus si debba corrispondere un affitto allo Stato per aiutare i giovani dei quartieri di Napoli. Pagheremo i debiti ricordando che e' stato un anno di Covid, difficile economicamente per tutti. Ma prima di saldare vogliamo che i cancelli si riaprano".

Nella coda non manca un po' di veleno. "Dicono di preservare le attivita' dei velisti, ma dove? Siamo fuori, in mezzo alla strada. Parlano dell'Accademia dell'Alto Mare che a Napoli e' un'etichetta, non esiste. E' la Lega Navale che gia' ci ospita e noi ringraziamo. Quello che scrive la Marina - conclude l'armatore - sono solo bugie".