NAPOLI. Balliamo? Non ancora. E scatta la protesta. In tempi di Covid anche l’arte della danza soffre. Il teatro San Carlo avrebbe dovuto riaprire lunedì prossimo l’accademia per i ragazzi dagli 8 ai 17 anni. Niente da fare, tutto rinviato al 30 ottobre. Il San Carlo si è appellato alla penultima ordinanza del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, la numero 79 che sospendeva “le attività didattiche ed educative in presenza dal 16 al 30 ottobre”. Una decisione che ha fatto scattare subito la protesta dei genitori dei ragazzi, mamme e papà dei giovani artisti che tanto aspettavano di ricominciare a soffiare sul vento della propria passione.

«Hanno rinviato l’apertura appellandosi all’ordinanza numero 79, non hanno preso in considerazione la 80 che avrebbe dato la possibilità di lezioni al massimo di un’ora». Così Luigi Crispino, papà della 14enne Rosaria che tanto aspettava la riapertura per ricominciare il Quinto Corso. Luigi, a nome del malcontento di tanti genitori, spiega il momento suo e di coloro che per far frequentare l’accademia del San Carlo ai propri figli fanno tanti sacrifici. «Tanti genitori per permettere ai propri ragazzi di andare a lezione avevano fittato case e sostenuto spese importanti, penso ai fuori sede. Adesso per altre due settimane non sarà possibile la frequentazione».

Un appello che Luigi ha mosso anche nei confronti di Stephane Fournial, direttore della Scuola di Ballo del San Carlo, e del sovrintendente Stephane Lissner, direttore del Teatro San Carlo. «Ho inviato un’email per sottoporre la questione a tutto lo staff dirigenziale del San Carlo, ma abbiamo ricevuto risposta solo da Fournial che si è mostrato molto comprensivo. Anche lui si aspettava la ripresa dei lavori da lunedì, ci ha spiegato che questo rinvio ha creato dei danni anche ai maestri di ballo e di musica che seguono i ragazzi. Invece il sovrintendente Lissner – spiega Luigi Crispino – ci ha detto solo che non l’avrebbe aperta prima del 30 ottobre e che noi genitori non avevamo a cuore la salute dei nostri ragazzi. Quel che posso assicurare è che se protestiamo per la mancata riapertura è proprio per la salute mentale dei nostri figli che sono ripiombati quasi in depressione dopo l’annuncio del rinvio».

Insomma, il San Carlo resta chiuso nonostante le pressioni di allievi e genitori come spiega ancora Luigi Crispino: «Oltre ai danni morali – rivela – pensiamo ai danni economici. Le rette sono state pagate a marzo e facendo il calcolo per tutti gli allievi parliamo di una cifra che sfiora i 75mila euro. Se la scuola continuerà a restare chiusa saremo costretti a chiedere il rimborso». Una protesta iniziata già in estate: «Il 4 luglio era in programma un incontro con Lissner ma invece di essere presente lui, c’erano Emmanuela Spedaliere (direttore relazioni istituzionali e marketing della Fondazione Teatro San Carlo, ndr), l’ufficio legale e il responsabile Tammaro. Chiedevamo l’apertura perché l’Opera di Roma e la Scala di Milano si erano già attivate con corsi online e annunciavano l’apertura. Al San Carlo nulla». Non solo: «A differenza di queste scuole - conclude Crispino - il San Carlo non ha effettuato quest’anno nessuna audizione, quindi non ci saranno nuovi iscritti».