«Da tempo gli scuolabus non circolano più nelle nostre strade, colpa del virus e di qualche scelta politica che non condividiamo. I figli di Napoli restano a casa e con loro i 148 operatori riconosciuti dal Comune di Napoli. 148 famiglie private del reddito (ma non delle spese), 148 famiglie a cui non è arrivato nessun ristoro, nessun sostegno. Doppiamente danneggiati dalla pandemia, dalle prolungate chiusure, e dalle politiche nazionali di ristoro che non arrivano a loro, gli scuolabus autorizzati del Comune di Napoli, devono rivedere finalmente riconosciuto il loro ruolo. Oggi gli autisti scuolabus di Napoli chiedono che la politica si ricordi anche di loro, a cui i cittadini affidano il loro bene più prezioso, i loro figli, che poi sono anche il bene più prezioso della città: il suo futuro. Esprimo vicinanza a questi preziosi lavoratori ed alle loro famiglie e mi impegno a convidivere la loro giusta protesta e ad aiutarli per quanto mi sarà possibile. Affinchè possano rivedere il sole dopo tanto buio ed affinchè i nostri quartieri possano rivedere quei soli gialli su quattro ruote per le nostre strade». Lo affermano in una nota congiunta le assessore al trasporto non di linea Alessandra Clemente e all'istruzione Annamaria Palmieri.