NAPOLI. La delimitazione dell’area antistante lo Sferisterio è totalmente insufficiente ma necessaria. La facciata è pericolante ed è a rischio l’incolumità dei cittadini. Protezione civile e vigili del fuoco hanno quindi transennato nei giorni scorsi l’intera area, compresa via Brigata Bologna, dopo un sopralluogo congiunto del Comune di Napoli e della Procura che ha oggettivamente deciso di prevenire qualsiasi infortunio dovuto a possibili crolli delle parti esterne. La famosa e gloriosa struttura sportiva, dopo che un disastroso incendio doloso nel 1986 la rase al suolo, attende ancora una riqualificazione.

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LA COMMISSIONE. Oggi una Commissione si riunirà nel parlamentino della Municipalità 10 per discutere il da farsi, in un incontro tra Presidente, consiglieri e assessori competenti. Negli anni passati la costruzione fu già interessata da numerosi crolli tanto da spingere l’allora vicepresidente Mariarosaria Russo ad attivare l’avvio di lavori di messa in sicurezza mediante il privato che gestisce l’immobile, la Sacs Srl, sia della facciata esterna che della parte interna, con la rimozione di rifiuti e di vegetazione incolta. Un albero crollò sulla carreggiata e solo per un caso fortuito non vi furono vittime. Anche la trabeazione esterna fu in parte soggetta a recupero.

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IL DEGRADO. Attualmente lo stato di degrado avanzato in cui versa la struttura ha portato alla delimitazione di tutta la zona circostante, estendendo la recinzione anche su via Brigata Bologna. Tanti i disagi sia per l’accesso pedonale, sia per le auto impossibilitate alla sosta sulle strisce blu. Da anni la Municipalità 10 spinge per una soluzione duratura che ridia lustro al quartiere. Ma la qualificazione è al palo anche per il vincolo di destinazione d’uso posto dal Comune che non invoglia certo i proprietari ad investire capitali per un recupero. I proprietari dell’immobile avevano un progetto rimasto sulla carta che prevedeva la realizzazione di un centro commerciale e un parcheggio, e non un centro sportivo come dettato dal Comune. Negli anni scorsi in un tavolo istituzionale a Palazzo San Giacomo con gli assessorati competenti, la società proprietaria e la Soprintendenza si ragionò sulla destinazione finale. In attesa quindi di un accordo che tarda ad arrivare, anche per l’assenza in questo periodo di un confronto tra Comune e proprietà, quest’ultima più volte sollecitata, si allontana la soluzione per il recupero definitivo dal degrado.