NAPOLI. Flash-mob silenzioso dietro uno striscione con la scritta “Emergenza senza fine" per i lavoratori del mondo dello spettacolo che nel pomeriggio hanno manifestato in piazza del Plebiscito. Dieci minuti in silenzio per centinaia di attori, musicisti, cantanti, ballerini, ma anche tecnici, facchini e tutti gli operatori che lavorano davanti o dietro le quinte. 

«La stagione 2020 è del tutto saltata - dice Matteo Garofalo, direttore tecnico teatrale - non sappiamo se e quando riprenderà la stagione 2021. Chiediamo di esser ascoltati». Il Governo «è stato informato delle nostre richieste». «Il bonus dei 600 euro erogati dall'Inps, per noi che siamo ex Enpass, da solo non basta - sottolinea - Chiediamo un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa dei settori e un tavolo tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura».

Giuseppe Fontanella, chitarrista della band 24 Grana, spiega che «per noi musicisti il rock vuol dire abbracciarsi, trasmettere e prendere emozioni dal palco. Come si può conservare l'empatia con una distanza di un metro e mezzo tra le persone del pubblico? Per il distanziamento un concerto di mille persone dovrà essere organizzato in una sala da 5mila persone. I fitti saranno altissimi, è insostenibile».

Fontanella chiede che il governo «si impegni a dare a noi lavoratori dello spettacolo una dignità professionale. Conte - osserva il musicista dei 24 Grana - parla degli artisti come di persone che fanno divertire, di menestrelli che devono intrattenere in una corte del '500. Tutti noi abbiamo diritto di lavorare con tutele e, soprattutto, chiediamo di essere riconosciuti come lavoratori».