NAPOLI. Due diverse realtà cittadine con alla base la stessa finalità, quella di sottrarre i ragazzi all’illegalità, che rischiano di interrompere le proprie attività a causa di ristrettezze economiche. Inoltre, chi le gestisce, lamenta un presunto insufficiente sostegno istituzionale. Si tratta della sede de A' Voce d''e Creature di via della Piazzolla nel quartiere Arenaccia e la palestra del maestro di Judo Gianni Maddaloni a Scampia.

A' VOCE D''E CREATURE. La struttura napoletana dove si trova A' Voce d''e Creature apparteneva al boss Brancaccio di Poggioreale ed è composta da 3 piani 230, 300, e 20 metri quadri prima di essere confiscata alla camorra nel 2007 e affidata alla fondazione. Nell’arco della settimana si tengono corsi di informatica, di danza, laboratori musicali, doposcuola con i ragazzi che possono anche giocare a calcio e partecipare ai campi estivi. Anima della Fondazione Onlus è don Luigi Merola, per anni parroco a Forcella. Allarmato per il futuro della fondazione in quel luogo, afferma: «Nel 2027 dovremmo ridare l’immobile». Secondo don Luigi il regolamento del Comune di Napoli sui beni confiscati stabilirebbe «una non oltre ventennale assegnazione di una struttura sottratta alla camorra». Scaduti quei termini, sarebbe necessario un bando di gara per un nuovo affidamento. Per padre Merola «quel regolamento va cambiato, è stato scritto con i piedi. Una fondazione come la nostra, per quanto fa, ha il diritto di restare per continuare a dare una prospettiva ai giovani provenienti da storie difficili alle spalle. Noi – ricorda ancora il parroco paghiamo 15.000 euro di tasse all’anno; la corrente da 15 kwh ci viene a costare 1200-1300 all’anno; 300-400 euro di telefono li paghiamo al mese. Le entrate sono garantite unicamente da donazioni private, dal pubblico non abbiamo nulla. L’unica eccezione, un finanziamento della Regione Campania pari a 75.000 euro». Il pericolo di un’ipotetica cessazione delle attività è presto detto. «I 200 ragazzi tra i 6 e i 18 anni che frequentano gratis il posto, rischiano di finire di nuovo in strada e perdersi» denuncia don Luigi che poi fa i calcoli dei ragazzi aiutati. «In questi 17 anni ne abbiamo salvati esattamente 1216». Di recente il primo cittadino Gaetano Manfredi ha fatto visita alla fondazione e anche l’assessore ai beni confiscati Antonio De Iesu si sta interessando della questione. Sia il sindaco cittadino che l’ex questore di Napoli fanno in qualche modo trapelare che la situazione de A' Voce d''e Creature non sarebbe ancora nei termini da dentro-fuori, con lo sgombero che potrebbe essere scongiurato. «Me lo auguro, se un giorno dovessero sottrarmi la struttura, farò le attività per strada» conclude don Merola.

LA PALESTRA DEL MAESTRO MADDALONI. Gianni Maddaloni gestisce la palestra di viale della Resistenza, a Scampia, oramai dal 2005. La struttura non sorge in un bene confiscato alla camorra, ma fu data in concessione dal Comune a Maddaloni. Il debito contratto con l’ente, ricorda il maestro, ad oggi sarebbe arrivato a ben 375.000 euro. Il suo, è un grido di dolore. «Per 13 anni non ho avuto nessun tipo di avviso, poi dal 20172018 mi sono arrivati gli avvisi di pagamento. Durante le Olimpiadi di Sidney del 2000 dissi che se mi figlio Pino avesse vinto la medaglia d’oro, cosa poi successa, avrei dedicato la mia vita alla mia gente. Ed è quello che ho fatto: un bene del Comune l’ho fatto diventare bene comune». Maddaloni rivendica i risultati di questi quasi vent’anni di storia a Scampia. «Abbiamo allevato tanti campioni che hanno vinto medaglie in Italia e all’estero, tolto tanti ragazzi dalla strada e stiamo dando la possibilità a pensionati di fare gratuitamente sport. Tante persone continuano a bussare alla nostra porta, continuamente ci chiamano i servizi, l’Asl – prosegue Gianni anche il Tribunale dei Minori che mi darà un ragazzo che deve rientrare nella società». Attualmente nella palestra ci sono in affido 3 persone a cui se ne aggiungeranno altri 6. Affiora d’obbligo un quesito: com’è il rapporto con il Comune? Ci sono i margini per trovare un accordo? «Aspetto ancora qui il sindaco Gaetano Manfredi per parlarne, da quando è in carica non ricordo una sua visita alla palestra. Scampia è una periferia migliore di tante altre e non deve mai diventare un’altra Caivano. Ma per evitare che ciò accada, una palestra come la nostra non può cessare di esistere».