NAPOLI. La risposta al ferimento di Vincenzo Barbato, ritenuto vicino ai De Luca Bossa, nuovamente in contrasto con i D’Amico “Fraulella” del rione Conocal. Ecco lo scenario malavitoso in cui sono maturati i 2 ultimi episodi avvenuti a Ponticelli: altrettante sparatorie, l’ultima delle quali non ha provocato danni, nei medesimi luoghi: un classico messaggio camorristico. Ma, è questa la novità investigativa, alla base non ci sarebbero contrasti per droga. La febbre improvvisa alta nel quartiere dipenderebbe da vecchi conti da regolare tra personaggi che militano in opposti schieramenti. Anche se gli investigatori precisano che i clan non hanno più gli eserciti di una volta, decimati da arresti e condanne.  
Dunque, chiarito lo scenario, il racconto di ciò che sta succedendo deve partire dal raid armato di domenica.  
Erano le 22 e 45 quand’è scattato l’allarme in via al Chiaro di luna, dove un residente ha sentito il rumore di un colpo d’arma da fuoco e ha telefonato al 113. Sul posto sono subito accorsi i poliziotti dell’ufficio prevenzione generale della questura e del commis-sariato Ponticelli, i cui uomini della squadra giudiziaria hanno preso in mano le redini delle indagini. 

Agli esperti investigatori non è sfuggito che il “linguaggio” utilizzato è stato lo stesso in entrambe le occasioni. Per cui la pista più seguita conduce a una risposta dei De Luca Bossa al ferimento di Vincenzo Barbato, colpito a un piede e trasportato al pronto soc-corso dell’ospedale Villa Betania. Il giovane ferito abita a Volla, ma frequenta Ponticelli ed ecco perché la sua presenza in via al Chiaro di luna non ha meravigliato più di tanto i poliziotti del locale commissariato. I quali, in assenza di telecamere che abbiano ripreso la scena, stanno cercando di acquisire indizi che corroborino le loro tesi e portino a risalire agli autori delle sparatorie, che apparterebbero ai gruppi opposti e attualmente in guerra.  
Va anche precisato che non c’era sicuramente volontà di uccidere, altrimenti chi ha ferito Vincenzo Barbato avrebbe mirato più in alto. Così come l’altro ieri sera i pistoleri non erano partiti per colpire qualcuno ma soltanto per intimidire il gruppo avversario, i D’Amico “Fraulella” del Conocal.

Sul posto la “Scientifica” ha trovato e sequestrato un bossolo calibro 45 ma nessun foro. Quindi, presumibilmente, la pistola è stata puntata in aria. Sono state comunque raccolte alcune testimonianze, sia pur vaghe e frammentarie, che confermerebbero la dinamica ipotizzata dagli investigatori. Ad agire sarebbero stati in 2, uno che conduceva uno scooter scuro e l’altro che ha fatto fuoco. Entrambi indossavano caschi integrali ed erano vestiti di scuro: un abbigliamento ormai standard per le azioni di fuoco. La situazione quindi è in evolu-zione, ma nei prossimi giorni qualche novità sul fronte delle indagi-ni potrebbe già arrivare. I poliziotti starebbero infatti lavorando su una ristretta rosa di nomi.