CASTELLAMMARE DI STABIA. È un susseguirsi di appelli lanciati dai cittadini stabiesi attraverso i social quelli che ogni gioni si leggono. Sono strazianti: chiedono alle istituzioni competenti di difendere e far emergere dai luoghi dove sono stati dimenticati i tesori che la città possiede e che nessuno finora ha messo a sistema per una promozione potente che riuscirebbe ad attrarre turismo a fiumi a Castellammare di Stabia. La Grotta San Biagio è uno dei luoghi più preziosi della città, che il prof Pierluigi Fiorenza definisce «la metafora perfetta di Castellammare. Bella, abbandonata e desiderosa di riscatto». Come i reperti di epoca diocleziana emersi recentemente in piazza Unità d’Italia (e poi ri-seppelliti per mancanza di fondi con i quali continuare gli scavi), l’ipogeo paleocristiano, ricco di affreschi, resta “sepolto” e inaccessibile persino agli studiosi. «Ma a chi giova lo spreco di tanta bellezza e perché continua a restare chiusa?» si chiede Fiorenza facendosi portavoce di tutti i cittadini stabiesi. Ed è la stessa domanda che ci si pone sulla sorte dell’Antiquarium Stabiano: 2mila reperti dell’antica Stabiae di incredibile raffinatezza e inestimabile valore, rinchiusi in uno scantinato dal quale escono solo per mostre all’estero o qualche piccola “vetrina” cittadina, male reclamizzata e persino chiusa nei giorni in cui dovrebbe restare aperta. Stabiae riscuote successo in Cina, in Usa, in Russia, in Gran Bretagna. Ma non a Castellammare dove potrebbe creare lavoro e sviluppare una ricca economia grazie ai suoi tesori. Su Facebook, Fiorenza ha pubblicato un suo video che consente di ammirare l’interno della Grotta San Biagio della quale il novanta per cento degli stabiesi non conosce nemmeno l’esistenza. «Dedico il mio video a Ivana Rita Carmen Afeltra, laureanda in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali all’Università Federico II - spiega Fiorenza - che si è vista negare la tesi di laurea su Grotta di San Biagio perché inaccessibile e pericolante». Le immagini, tratte dal mio documentario “I Tesori di Castellammare, 25 capolavori d’arte stabiese” realizzato con Libero D’Amora, si soffermano sul dipinto raffigurante San Michele. Possibile che nessuno si faccia paladino di tutti questi tesori?