NAPOLI. Le intercettazioni effettuate in fase di indagine non erano utilizzabili e la dirompente inchiesta che tre anni fa si è abbattuta sui vertici del Porto di Napoli si conclude in un nulla di fatto. Gli imprenditori e gli allora dirigenti dello scalo, tutti a vario titolo ritenuti parte di un vorticoso giro di tangenti e appalti pilotati, sono stati prosciolti dal gup Leda Rossetti, che dando totale accoglimento alle argomentazioni del collegio difensivo ha stabilito di non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste».