«Il sovrintendente ha deciso di attribuire a una persona che lavorava al Teatro San Carlo, nominandola direttore, uno stipendio di 150mila euro». È questo, ha spiegato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook, il «problema che si è creato» in seno al Teatro San Carlo che ha portato la Regione Campania a minacciare lo stop dei finanziamenti alla Fondazione e l'uscita dell'ente dalla stessa.

La nomina a cui fa riferimento De Luca è quella, voluta dal sovrintendente Stephane Lissner, di Emmanuela Spedaliere a nuovo direttore generale del teatro. «Secondo la Regione Campania - ha spiegato De Luca - è una misura non prevista dallo statuto della Fondazione, quindi non legittima. Investiremo della cosa anche la Corte dei Conti e attenderemo la pronuncia. C'è stato un parere del Ministero imbarazzante, ha detto che quella procedura era sostanzialmente corretta, come domandare a una signora se è sostanzialmente incinta. Noi riteniamo che, al di là delle questioni statutarie e amministrative, sia intollerabile che in una situazione di difficoltà economica, con lavoratori in cassa integrazione e difficoltà per il Teatro, qualcuno abbia lo stomaco di portarsi lo stipendio a 150mila euro e di nominare figure assolutamente inutili. Questo è il problema sollevato dalla Campania, la decisione di dare a una persona 150mila euro senza nessuna necessità e senza informare nessuno. La Campania, principale finanziatore, non è informata di nulla». 

De Luca ha incalzato: «Se qualcuno immagina di continuare a concepire il Teatro San Carlo come una bottega privata, si sbaglia. Negli anni scorsi è stata messa in piedi una logica del ricatto: siccome il San Carlo è un bene mondiale, possiamo fare quello che vogliamo tanto alla fine dovranno comunque finanziarlo. Bene, io ho voluto comunicare a tutti quanti che il tempo dei ricatti è finito, che se c'è uno che ha difeso il San Carlo, e lo difenderà per il futuro, tranquilli tutti, è la Regione Campania. Ma la Regione Campania non è più disponibile a finanziare né marchette, né abusi di ufficio, né conflitti di interesse. La Campania pretende una gestione rigorosa. Ancora oggi ci sono alcuni finanziamenti stanziati dalla Regione che non arrivano al San Carlo perché mancano le rendicontazioni per alcuni progetti». 

Infine un auspicio che riguarda il maestro Riccardo Muti: «Mi pare una cosa sconvolgente che abbiamo un sovrintendente non italiano ed il più famoso direttore d'orchestra, che è napoletano, Riccardo Muti, che lavora nel mondo e non al San Carlo». «Vorrei parlare con Muti per sollecitarlo ad avere un impegno diretto anche nel San Carlo. Qualche chiacchierata già è stata fatta - dice - credo sarebbe utile avere dei consigli, indirizzi da lui. Vediamo di aprire un dialogo con Muti».