NAPOLI. Se l’è cavata nella migliore maniera possibile Patrizia Edma De Pasquale, la 60enne sorpresa con 99 grammi di droga in un calzino mentre andava a colloquio in carcere con il figlio. Grazie alla strategia difensiva degli avvocati Luigi Poziello e Valentina Morrone, la donna è stata rimessa in libertà dal gip soltanto con l’obbligo di presentazione tre volte a settimana alla polizia giudiziaria. Hanno inciso nella decisione del giudice per le indagini preliminari l’assenza di precedenti a carico dell’indagata e la circostanza che il quantitativo di hashish, anche se significata, non era esorbitante. Dopo l’arresto era stata trattenuta nel penitenziario di Secondigliano, ma ora è tornata a casa. È da raccontare la vicenda giudiziaria di Patrizia Edma De Pasquale, che si è avvalsa della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Luca Rossetti lo scorso 7 giugno. Ma poi ha fornito dichiarazioni spontanee raccontando che l’hashish era destinato al figlio, Pasquale Palma detenuto per rapina, che lo avrebbe consumato insieme con i compagni di cella per risultare positivo e fruire di eventuali misure alternative al carcere. Non c’è dubbio, scrive il giudice nella convalida d’arresto con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, che la sostanza stupefacente non servisse alla 60enne per uso personale e che si tratti di droga cosiddetta “leggera”. Così, nonostante il pubblico ministero avesse chiesto la misura cautelare per la donna, la decisione è stata diversa ed è stata accolta la richiesta dei penalisti Poziello e Morrone. Patrizia Morrone, napoletana di Miano, aveva nascosto l’hashish nel calzino sinistro, ma il metal detector all’ingresso nel carcere di Secondigliano aveva segnalato qualcosa di sospetto. Cosicché, anche per il nervosismo palesato dalla donna, gli agenti l’avevano sottoposta a perquisizione personale. La droga era avvolta in una bustina di cellophane verde con la scritta “Neymar”.