Le categorie della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil dell’area metropolitana di Napoli hanno indetto per lunedì 4 dicembre dalle 9,30 alle 14,30 una manifestazione con i lavoratori del Terzo Settore impegnati con le cooperative all’interno della Asl Napoli 1 per protestare contro le modalità con cui l’azienda sta operando tagli al personale. In una nota inviata al direttore generale, i responsabili della Cgil De Cicco e D’Acunto, della Cisl Migliore e della Uil Torino segnalano di essere venuti a conoscenza dell’assunzione di 2 educatori sanitari nelle residenze assistite del Frullone e di Scampia, e chiedono di sapere come stanno le cose in quanto “per queste figure non sono previsti inserimenti negli organici alla luce del decreto 97/2018 della Regione, ed al tempo stesso la Asl non avrebbe approvato alcun nuovo fabbisogno di personale”.

Lunedì i sindacati chiederanno di incontrare direttamente il presidente De Luca e solleciteranno i presidenti delle Commissioni e dei Gruppi consiliari a sostenerli in questa vertenza. “Noi – dice Enzo Migliore, responsabile del Terzo Settore della Cisl FP di Napoli guidata da Luigi D’Emilio – non siamo contrari ad assunzioni ed eventuali internalizzazioni dei servizi, ma non si può sostituire il personale attuale chiamando dalle graduatorie degli idonei. È una modalità che crea danni enormi sul piano occupazionale e non è sufficiente per assicurare il numero di addetti necessari al funzionamento del comparto. Già oggi l’organico da mille dipendenti delle cooperative impegnati nell’Asl è sceso di alcune centinaia di unità tra OSS, animatori di comunità, educatori, fisioterapisti, assistenti sociali ed autisti, e quelli rimasti nel sistema sono con contratti ridotti a poche ore settimanali. Di questo passo, c’è il rischio che tutto imploda e che nel frattempo non ci siano gli innesti necessari per assicurare i servizi nelle RSA, nei Sert, nelle strutture psichiatriche, negli ospedali. Perciò rivendichiamo un’assunzione di responsabilità della politica: parliamo di anziani con malattie croniche e spesso con patologie invalidanti che hanno bisogno di assistenza, di persone alle prese con problemi di salute spesso importanti e i rappresentanti istituzionali non possono girare la faccia dall’altra parte, come se fosse un problema di altri”.