di Luigi Nicolosi

NAPOLI. Un “ras” fino a poco tempo fa strettamente imparentato con il clan Elia del Pallonetto, un portinaio e un pregiudicato di Terzigno pranzano insieme in un ristorante a due passi dal Lungomare. Fra i tre non ci sarebbe, almeno in linea teorica, alcun collegamento. Eppure le forze dell’ordine “inciampano” in quell’incontro e, grazie a una raffica di intercettazioni telefoniche e ambientali, scoprono un inquietante traffico di armi sull’asse Austria-Napoli: destinazione Santa Lucia, quartiere San Ferdinando. Sospettato di essere il principale fruitore, nonché acquirente, di quella fornitura di “piombo”, finisce così di nuovo in manette Umberto Di Meglio alias “’o magone”, 42 anni, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine che fino al 2016 aveva trascorso in carcere dodici anni da innocente in quanto accusato, insieme al 49enne cugino omonimo, di aver ucciso il boss dei Quartieri Spagnoli, Francesco Di Biase.

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