Napoletani in trasferta a Lanciano, in provincia di Chieti, per mettere a segno truffe ai danni di anziani. Sul piatto c'erano quasi 15mila euro da sottrarre a due diverse pensionate. Per una tentata truffa a una signora due campani sono però incappati nell'arresto dopo che avevano cercato di mettere in atto il solito trucchetto del nipote che telefona e dice di ricevere e pagare 4.400 euro, contanti oppure in oro e gioielli, per un pacco contenente materiale informatico.

La nonnina stavolta non è caduta nella trappola, avendo sospettato il malaffare e così ha avvisato immediatamente i carabinieri. Poco dopo i due napoletani, dediti all'inarrestabile malaffare delle truffe contro gli anziani, vengono bloccati ed arrestati. Un terzo complice, il telefonista, operava direttamente da Napoli. A conclusione della repentina attività dei militari nell'atteso pacco in realtà è stato poi trovato semplicemente scatole di sale, una confezione di cubetti di accendi fuoco, le cosiddette diavoline, nastro da imballaggio.

Per i campani Giuseppe Corbo, 43 anni, e Domenico Di Paolo, di 27, è così scattato il provvedimento cautelare per tentata truffa aggravata dalla minorata difesa della vittima. I due sono stati anche denunciati per ricettazione della Renault Captur con cui hanno raggiunto Lanciano. L'auto era stata rubata nel 2017 a Napoli e circolava con una targa clonata.

Un terzo napoletano, G.C., 25 anni, la truffa contro una pensionata di 80 anni l'ha portata regolarmente al termine il giorno prima, rimediando 10mila euro in  contanti e vari prelievi in banca col bancomat che è riuscito a farsi consegnare dall'anziana. Ma dopo gli è andata male perché le telecamere dell'istituto di credito l'hanno immortalato mentre prelevava soldi. E così ha rimediato una denuncia per truffa.