NAPOLI. “Autisti invisibili". È quanto si legge sui cartelli esposti dall'associazione bus turistici Campania che ha indetto per stamattina una manifestazione nella stazione marittima di Napoli. Decine di bus, auto e van ncc hanno sfilato questa mattina in via Acton, raggiungendo il porto dove hanno protestato suonando i clacson.

Autisti e imprenditori del settore chiedono di essere ascoltati delle istituzioni. «Abbiamo bisogno di aiuti», spiega all'agenzia Dire Riccardo Lucherini, presidente dell'associazione bus turistici Campania, sigla che chiede al governo la proroga della cassa integrazione per i dipendenti e della naspi, alla Regione Campania un allungamento dello stop al pagamento della tassa di circolazione, e invoca la riapertura degli aeroporti.

«È necessario - avverte Lucherini - che la cassa integrazione duri almeno fino alla prossima primavera, cioè la prima data utile per immaginare una minima ripresa. Questo comparto prevede altissimi investimenti per l'acquisto di mezzi sempre più performanti. Ma oggi siamo in ginocchio, le perdite economiche sono devastanti». Questo settore conta in Campania circa 5mila imprese che hanno visto completamenti azzerati gli incassi, così come l'indotto che ruota attorno al comparto come le officine.

Alla protesta dei proprietari e conducenti di bus turistici si è aggiunta anche quella di imprenditori e lavoratori del comparto ncc (noleggio con conducente). «In Campania - dice Gennaro Lametta, direttore Acncc e vicepresidente nazionale Confesercenti Federnoleggio - ci sono 1600 aziende di noleggio autobus, 1500 vetture ncc e circa 10mila lavoratore del settore autisti. La nostra preoccupazione e' che la carenza di liquidita' e la cancellazione delle prenotazioni fino a data da destinarsi possano favorire infiltrazioni camorristiche, abbiamo paura che si presentino benefattori che ben presto si rileveranno aguzzini».

«Lo Stato - chiede Lametta - deve assolutamente intervenire e dare liquidità alle aziende, occorre instaurare un tavolo di trattativa tra pubblico e privato. Siamo consapevoli che prima del vaccino molti utenti non ritroveranno la serenità di viaggiare, il futuro è incerto. Solo lo Stato può impedire che attività come le nostre possano essere veicolo di infiltrazioni di dubbia provenienza».