L'azienda produttrice di uno dei vaccini Covid attualmente somministrati, ovvero Moderna, ha annunciato di stare lavorando ad un nuovo vaccino mRNA contro il cancro, l’HIV e altre malattie respiratorie e virus letali.

Il vaccino contro il Coronavirus è solo l’inizio, un punto di partenza, ha confermato anche Stéphane Bancel, amministratore delegato dell’azienda.

 

Vaccino Moderna, come funziona la tecnologia mRNA

Come riporta il sito quifinanza.it, con una forte efficacia, una fornitura costante e poche e rare controindicazioni, i vaccini mRNA sono diventati oggi i vaccini più richiesti, almeno dai Paesi che se ne possono accaparrare le scorte.

Tra questi c’è anche il vaccino Moderna, somministrato in Italia agli adulti e agli adolescenti di età pari o superiore a 18 anni.

Le modalità di somministrazione prevedono due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio (regione deltoidea), a distanza di almeno 28 giorni l’una dall’altra.

È comunque possibile prolungare la seconda dose, anche se non oltre 42 giorni dalla prima e lo stesso può essere utilizzato per completare un ciclo vaccinale misto, nei soggetti di età inferiore ai 60 anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria (AstraZeneca), a distanza di 8-12 settimane dalla somministrazione della prima dose.

Fondamentalmente, la tecnologia su cui si basano i vaccini mRNA fornisce un codice genetico che indica alle cellule come produrre le proteine virali che, a loro volta, generano una risposta immunitaria.

A partire da questo meccanismo, di fatto, Moderna ha visto la possibilità di sviluppare altri vaccini, non solo contro le varianti del Coronavirus, ma anche contro altre malattie e virus che ancora oggi causano milioni di morti nel mondo.

 

 

Moderna annuncia il vaccino contro il cancro

Grazie agli introiti generati dalla pandemia (e dalla distribuzioni dei vaccini nel mondo) Moderna oggi può contare su un reddito di circa 8 miliardi di dollari (quasi 7 miliardi di euro), il che fornisce la forza finanziaria necessaria all’azienda per poter investire in altro.

Da qui l’idea di puntare sullo sviluppo di nuove applicazioni del vaccino mRNA modificando il codice genetico dello stesso.

Se questa nuova tecnologica dovesse funzionare, di fatto, si potrebbe avviare una nuova gigantesca industria in grado di curare quasi tutto, dalle malattie cardiache al cancro, ma anche le malattie genetiche rare.

Moderna, che ha già farmaci in sperimentazione per tutte e tre queste categorie, sfruttando le conoscenze, gli studi e l’esperienza che ha nel settore, può quindi diventare un produttore di vaccini dominante, con dosi efficaci contro il cancro, ma anche contro virus emergenti come Nipah e Zika, nonché agenti patogeni più noti e difficili da colpire come come l’HIV.

Nel lungo termine, inoltre, l’azienda mira a sviluppare un unico supershot, ovvero un vaccino annuale influenzale in grado di proteggere anche da complicazioni, disturbi respiratori e infiammazioni tipici del Covid.

“Il nostro obiettivo è fornire diversi mRNA in una singola iniezione da somministrare ogni agosto o settembre”, ha affermato Bancel.