E adesso arrivano libri. Sono un’altra espressione del circolo virtuoso innescato da padre Loffredo e dai suoi ragazzi, che dopo aver reso fruibili le Catacombe ne hanno fatto uno dei siti storicoartistici più visitati di Napoli e intorno ad esse hanno dato impulso a un indotto di notevole portata economica. Le Edizioni San Gennaro, dirette da Edgar Colonnese, sono la creatura più recente nata dall’energia positiva che vivifica il quartiere Sanità e che ne rappresentano la voce, proprio nel momento in cui la pandemia ha messo a tacere tutte le altre attività collegate al turismo.

Così dopo l’esordio travolgente con “Vico esclamativo” di Chiara Nocchetti che ha venduto 10mila copie ed è diventato anche uno spettacolo teatrale, sono usciti “Amici perduti” di Pier Luigi Razzano e "Di sangue e di altre cure" di Agnese Palumbo. Due romanzi brevi che inaugurano la collana diretta da Angelo Petrella. Si chiama sVInCOLI e si propone di dare respiro alle storie del rione, racconti di oggi e di ieri, antichissimi oppure attuali e anche un po’ visionari, che prenderanno corpo grazie al contributo degli scrittori, napoletani e non, che vorranno mettersi in ascolto dei palpiti millenari di questa antichissima propaggine di Neapolis entrata poi di prepotenza nel suo cuore pulsante e infine degradata a quell’ossimoro che ne ha fatto una periferia in pieno centro.

E se il racconto di Razzano si snoda crudo tra vicoli che somigliano a un labirinto da cui non si può scappare, quello della Palumbo vede nella Basilica di Santa Maria alla sanità il centro dell’azione. Ad essere il motore dell’azione, qui è l'ipotesi che Caravaggio, durante il suo burrascoso soggiorno partenopeo, abbia ricevuto l'incarico di dipingere una tela per la basilica; lì un’amicizia d'infanzia interrotta da una ferita mai rimarginata: sotteso ad entrambi il sussurro del genius loci, il respiro dell'eternità che s’insinua nel buio degli androni e delle strade malmesse per risplendere nella gloria di una cupola o di una tela dipinta.

Alle bellezze artistiche del quartiere sono dedicate una serie di guide che le Edizioni San Gennaro distribuiscono nelle librerie indipendenti e nelle Feltrinelli delle principali città italiane. Una tipologia fortunata da cui si discosta il volume “Santa Maria della Sanità” che raccoglie due splendidi saggi di Cesare de Seta e Bruno Forte, accompagnati da un racconto fotografico di Sergio Siano (nella foto uno scatto).

Lo storico dell’architettura e il teologo si soffermano sul singolare disegno della basilica progettata da fra Nuvolo individuandone gli aspetti peculiari. De Seta insiste sulla “ricchissima capacità inventiva e sulla grande manualità” del frate domenicano che reinterpretò liberamente le forme rinascimentali assimilate durante un viaggio giovanile dando luogo a un impianto sensibilmente barocco, formato da una cupola centrale sorretta da quattro pilastri e circondata da dodici cupole più piccole. In linea con i dettami del Concilio di Trento, fra Nuvolo proponeva una sorta di pedagogia della forma, da reinterpretare tutta in chiave simbolica.

Lo spiega bene Bruno Forte che legge il progetto di fra Nuvolo come un inno alla “centralità di Cristo, Signore della vita e della storia”. È una vera e propria “lingua del paradiso” quella di cui si avvale il frate architetto per raccontare la storia della salvezza: il quadrato ideale delimitato dai quattro pilastri evoca i punti cardinali, mentre il cerchio della cupola è il simbolo dell'eternità divina, mentre l'ottagono che collega la cupola al quadrato sottostante rappresenta “l’ottavo giorno”, quello della resurrezione. Concetti complessi da centellinare con calma, magari riscaldandosi il cuore con gli scatti di Sergio Siano, che isolando i particolari, ne esalta la singolare bellezza. Un universo composito e circoscritto, la Sanità, che attraverso la scrittura supera i propri confini e raggiunge le case dei quartieri “alti” incontrando lettori che forse mai hanno messo piede in quel rione e che, grazie a questi libri, possono provare a comprenderne la vitalità multiforme e inafferrabile in superficie.

È un mondo in espansione, percorso dall’entusiasmo febbrile dei suoi giovani che si sono reinventati la vita lavorando nel territorio in cui sono nati. E si espandono anche i libri che parlano di loro e che sono pubblicati dalla casa editrice che loro stessi hanno fondato: fotografando infatti il QRcode posto dietro la copertina, il lettore si affaccia su una finestra ricca di immagini e video che completano e ampliano i contenuti di ogni volume. Imperdibile il video collegato a “Santa Maria della Sanità” con la voce di Mimmo Borrelli che legge uno scritto don Giuseppe Rassello: un’analisi lucida e dura della realtà napoletana che proprio nella Sanità può trovare l’inizio di un riscatto. Perché, spiegava il sacerdote, Sanità e utopia vanno di pari passo.