È l’arte più antica e più longeva. La ceramica ha origine in un passato remotissimo, è nata prima della scrittura e rimane vitalissima fino ai giorni nostri. Oggetti utili ma anche no, accomunati dall’essere modellati con la terra, il calore e il colore. Ed è alla sua capacità di rinnovarsi, di stare al passo coi gusti e le esigenze dei tempi che cambiano, che l’arte ceramica deve le sue fortune. Lo si vede bene in “Mediterraneo: Keramikos 2020”, la rassegna di scultura ceramica contemporanea in corso al Museo Duca di Martina per la quale stamattina alle 11 si propone un percorso di approfondimento guidato da Francesca Pirozzi che introdurra l’incontro con Claria Garesio (nella foto in alto, una sua opera) e Giuseppe Pirozzi (in basso, una sua opera), due maestri contemporanei ache espongono diverse opere nella sezione “Omaggio’. Curata da Lorenzo Fiorucci e organizzata dall’Associazione culturale Magazzini della Lupa, in collaborazione con il Polo museale della Campania e il Museo Duca di Martina, la mostra è rimasta chiusa per un mese in seguito alla chiusura del Parco della Floridiana, ma adesso è stata riaperta al pubblico con accesso dal solo varco di Aniello Falcone 171 e sarà visibile fino al 17 marzo. Il Mediterraneo è il filo conduttore che lega Napoli, la sua storia e la sua cultura, alla materia prima per eccellenza: la terra, con cui nei secoli due artisti uomo ha elaborato forme, narrato storie, impresso credenze, mescolato culture talvolta molto lontane e diverse, capaci oggi di offrire suggestioni formali, evocare itinerari, memorie di viaggi che riecheggiano anche nelle collezioni del Museo Duca di Martina. Sul tema si sono interrogati 26 artisti, suddivisi in tre gruppi.  “Omaggio” è un tributo a quattro maestri della scultura del Novecento: Clara Garesio, Muky, Giuseppe Pirozzi e Franco Summa. “Memoria del Mediterraneo”, con opere di Toni Bellucci, Andrea Caruso, Tonina Cecchetti, Eraldo Chiucchiù, Giorgio Crisafi, Carla Francucci, Evandro Gabrieli, Mirna Manni, Sabine Pagliarulo, Angela Palmarelli, Antonio Taschini. “Metafora del Mediterraneo”, in cui espongono Rosana Antonelli, Luca Baldelli, Massimo Luccioli, Massimo Melloni, Riccardo Monachesi, Sabino de Nichilo, Marta Palmieri, Attilio Quintili, Mara Ruzza, Stefano Soddu, Alfonso Talotta. Keramikos testimonia la vitalità di una tradizione scultorea antichissima e la sua sempre più assidua presenza sulla scena artistica contemporanea. Dal 2014 è ideata e organizzata dall’associazione culturale Magazzini della Lupa di Tuscania, che negli anni ha contribuito a diffondere, attraverso mostre e pubblicazioni, la conoscenza della scultura ceramica contemporanea. Questa edizione partenopea conferma l'impostazione data dal curatore Lorenzo Fiorucci all'edizione di Viterbo nel 2018, perfezionandone ulteriormente la proposta: non più una visione che storicizza il contemporaneo, ma all’opposto le ricerche odierne che attualizzano e riflettono attorno ad un argomento che attraversa la storia. La mostra è corredata da un catalogo edito da Freemocco, con presentazione di Anna Imponente, introduzione di Luisa Ambrosio e testi di Valentina Fabiani, Lorenzo Fiorucci, Domenico Iaracà, Francesca Pirozzi, Marco Maria Polloniato.