Si è conclusa ieri, domenica 13 settembre, Madre Factory 2020 della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, piattaforma inclusiva rivolta ai bambini e alle loro famiglie, incentrata sui temi della sostenibilità, ecologia, ambiente, inclusione sociale.

Una piattaforma diventata, fin dal primo giorno di apertura, un punto di riferimento per adulti e bambini di ogni quartiere della città, che attraverso il ricco programma didattico - formativo hanno potuto scoprire il museo e la sua collezione permanente, appropriarsi di nuovi spazi, sperimentare linguaggi differenti e modalità di interazione “a distanza”, il tutto nel rispetto delle norme di sicurezza. 

Il filo conduttore del progetto è stata la poetica di Gianni Rodari, a cui Madre Factory 2020 è stata dedicata, in occasione del centenario della sua nascita. La sua “Grammatica della Fantasia”, le favole e i personaggi che lo hanno fatto amare da tante generazioni, hanno ispirato rappresentazioni come “Le storie di Cipollino” e “C’era due volte…”, messe in scena nella sala centrale, Piazza Madre, coinvolgendo in prima persona i bambini della Factory.

Con gli operatori della didattica del Madre e la partecipazione di artisti italiani e stranieri, Madre Factory 2020 si è aperta con il progetto del famoso designer Armando Milani “Manifesti per una nuova ecologia”, affissi in Piazza Madre insieme a quelli creati dai bambini, all'esterno del museo, sulla parete di Via Loffredi, con anche un’azione di arte pubblica, che si è aggiunta a quella nei circuiti delle metropolitane. 

A Temitayo Ogunbiyi, artista che vive e lavora a Lagos, la Fondazione Donnaregina ha commissionato durante il lockdown la creazione dell’installazione “Giocherai nel quotidiano, correndo” (visitabile fino al 2 novembre 2020), in cui sculture interattive hanno trasformato il cortile del museo in un terreno di gioco e un giardino per i visitatori più giovani. Un progetto, curato dalla direttrice artistica del Madre Kathryn Weir, a cui Forbes, una delle più importanti riviste americane, ha dedicato l’articolo intitolato “A Napoli, Temitayo Ogunbiyi crea un’installazione dove i bambini possono giocare liberamente”.

Alfredo & Isabel Aquilizan, coppia di artisti originari delle Filippine, hanno concepito un’opera collaborativa, inserita nel progetto espositivo “Rethinking Nature”, che invita a dar forma alle proprie credenze e creature mitiche utilizzando oggetti di riciclo, storie costruite e immagini inventate, per riflettere sulla relazione con l’ambiente in cui viviamo.

I fotografi Mario Spada e Antonio Biasiucci hanno condotto i partecipanti ai loro laboratori alla scoperta del mondo della fotografia e dell’incanto della camera oscura, dal processo di “costruzione” di una foto, sia dal punto di vista tecnico sia da quello estetico, al racconto per immagini, imparando ad osservare, ampliare il proprio sguardo e approfondire tematiche come quelle dell’ambiente, dell’ecologia e del rapporto con il pianeta. 

Madre Factory 2020 è uno dei modi in cui la Fondazione Donnaregina ha scelto di tornare ad accogliere i suoi visitatori dopo il lockdown. Con una particolare attenzione ai più piccoli, forse i più penalizzati dal confinamento. Così il Madre continua a definire la sua idea di istituzione pubblica, con un ruolo civico definito: sperimentando e coltivando nuove forme di sostegno e vicinanza alla “sua” comunità.