Filosofi e studiosi, senza distinzioni di età e genere, orientamento e fede. Ischia chiama a raccolta pensatori da tutto il mondo, stimolandoli su un tema a sua volta profondo e universale, il desiderio. Un tema tanto più attuale nella sua contrapposizione con il mondo tecnologico e con il sistema capitalistico mondiale.

C’è tempo fino al 16 aprile per rispondere alla “Call for papers” della nona edizione del Festival Internazionale di Filosofia, in programma dall’1 al 24 settembre (info www.lafilosofiailcastellolatorre), con la regia dell’associazione culturale Insophia.

Che cosa ci manca realmente?” è la domanda che accompagna il titolo di un’edizione che mira a spingere alla considerazione del rapporto del proprio Io con il Mondo. “Desideriamo e otteniamo tutto quello che vogliamo. Desideriamo oggetti e status sociali, ma quando impareremo a desiderare insieme?”, si chiede il direttore del festival Raffaele Mirelli.

Non sarà marginale l’ambientazione del Festival, in alcuni dei luoghi più belli dell’isola. “Alla luce del disastro del 26 novembre (la frana che a Casamicciola ha causato 12 vittime, ndr), emergono due aspetti fondamentali da tenere in considerazione. – aggiunge Mirelli - da un lato iniziamo a comprendere che il mondo non può dipendere solo dai nostri desideri e che bisogna assumersi le proprie responsabilità. Dall’altro diviene urgente capire che cosa desidera la natura stessa. L’isola incoronata ‘isola più bella al mondo’, nello stesso anno è anche scenario di una tragedia. che mette in risalto la sua sola fragilità e, ancor di più, quella dei suoi abitanti. Gli ischitani sono felici? Oppure vivono in un sistema di mercato depressivo, part-time? La domanda sulla felicità, il suo desiderio, rimette in gioco lo stile di vita di una popolazione che – spesso – desidera la bellezza solo per gli altri, per il mercato turistico e non per sé stessa. Ischia dovrebbe essere, invece, un luogo dove la felicità trova casa; dovrebbe essere presa in considerazione come patrimonio dell’umanità, da salvaguardare e non da sfruttare”. Secondo un format ormai consolidato, il Festival proporrà a un pubblico eterogeneo oltre 120 conferenze, con ospiti di fama internazionale, laboratori, concerti e mostre, con un corposo coinvolgimento dei più giovani e di scolaresche provenienti da tutta Italia. Si accompagnerà a una campagna di sensibilizzazione, di cui saranno autori gli stessi studenti, intitolata “Polvere di stelle. Un desiderio condiviso”, che metterà al centro del dibattito una pedagogia del desiderante e del desiderato.