Musei chiusi e supermercati aperti? Allora l’arte si sposta lì. Del resto non è il cibo dello spirito? È più o meno da questa considerazione che parte l’azione-incursione “Aggiungi al Carrello” ideata e organizzata dal gallerista Luigi Solito e dalla curatrice d’arte Carla Travierso. E così, fino al 18 aprile, da Gourmeet in via Alabardieri, si troveranno le opere d’arte (nelle foto, alcune) insieme alle specialità gastronomiche. Un’iniziativa che vuol essere un invito a riflettere sull’attuale condizione dell’arte nel contesto pandemico che vede coinvolti principalmente gli artisti ma anche l’intera filiera.

Ed è proprio intorno al tema del “nutrimento” che gli artisti hanno lavorato. Christian Leperino, Francesca Matarazzo, Ryan Mendoza, Laura Niola e Maurizio Savini offrono al pubblico le loro opere esposte tra i banchi della frutta, del pane e della carne. Opere da “consumare” proprio come il cibo, bene primario. Opere che, recuperando la propria dimensione rituale, metaforicamente possiamo aggiungere alla nostra spesa e portare a casa come esperienza corporea e sociologica dandoci gli strumenti per contrastare questo senso di impotenza e smarrimento che pervade ognuno di noi, a generare positivi cambiamenti e stimolare nuove proiezioni per il futuro».

Come spiega Carla Travierso: «L’arte è il nutrimento indispensabile per qualunque processo formativo, espressivo, terapeutico e comunicativo del sé. L’arte non è mai estranea all’esistenza, tutti gli artisti svolgono ancora una volta un ruolo importante in queste mutate condizioni a cui la pandemia ci ha sottoposti. Solo grazie all’arte è possibile attraversare il mondo, toccarlo e farsi toccare, conoscere l’altro da sé e osservare con sguardo rinnovato il contesto in cui viviamo. Un mondo che non si esaurisce nel sentimento del bello o del brutto, nel mero godimento estetico, ma aperto alla ricerca della verità che unisce e coinvolge chi l’opera d’arte l’ha creata e chi come fruitore la sperimenta come esperienza esistenziale. L’ennesima chiusura dei luoghi d’arte ha creato un corto circuito con la città lasciando tutti noi orfani della compenetrazione tra arte e realtà, privandoci della possibilità di essere nutrirti e fecondati attraverso la creatività degli artisti.

L’immaginario cordone ombelicale che lega artista e pubblico è stato bruscamente reciso dal Covid lasciandoci privi di un legame che è arricchimento, dialogo, confronto. “Aggiungi al Carrello” nasce con l’idea di riportare, seppur simbolicamente, i due mondi nuovamente in dialogo attraverso l’incontro artista-fruitore nella quotidianità della spesa. Così il gesto artistico trova un nuovo spazio nel quale incontrare il suo pubblico, non più confinato nei luoghi deputati e con le modalità convenzionali, ma nell’unico spazio in cui oggi ci è permessa la condivisione per soddisfare l’esigenza primaria del nutrimento: il supermercato.