NAPOLI – “Riuso adattivo e gestione integrata del patrimonio culturale religioso dismesso” è il tema del forum internazionale che si terrà domani, 7 novembre dalle ore 10,00, nella sala convegni dell’Iriss-Cnr  (in via Guglielmo Sanfelice, 8).

All’incontro interverranno Gaetano Manfredi (magnifico rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II),  Michelangelo Russo (direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II), Adolfo Russo (professore Emerito della Facoltà di Teologica dell’Italia Meridionale), Christian Ost (già rettore emerito dell’ICHEC Business School Bruxelles - KU University Leuven), Albert Gerhards, professore, Katholisch-Theologische Fakultät Universität Bonn), Alfonso Morvillo (direttore dell’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Cnr), Francesco Asti (preside della Pontificia Facoltà di Teologica dell‘Italia Meridionale, sez. S. Tommaso), Leonardo di Mauro (presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Napoli), Cristina Mele (coordinatore del Dottorato in Management, Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Luigi Vinci (presidente della Fondazione Ingegneri per i Beni culturali, arte e tecnologia - Fibart), Pasquale De Toro (direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica "Alberto Calza Bini" - Università degli Studi di Napoli Federico II).

Il coordinamento dei lavori sarà affidato a Luigi Fusco Girard (professore Emerito, Università degli Studi di Napoli Federico II).

Il patrimonio culturale religioso rappresenta la categoria più frequente dei siti Unesco. Esso si configura come un segno che caratterizza fortemente il paesaggio urbano ed extraurbano: se abbandonato si degrada, determinando un danno su molteplici piani (a causa dei costi di manutenzione e gestione sempre più elevati, minore capacità attrattiva alla localizzazione di attività e persone, e altri impatti negativi in molteplici dimensioni).

Il convegno intende analizzare i valori tangibili e intangibili del patrimonio culturale religioso, nonché le caratteristiche degli impatti determinati dalle proposte di riuso funzionale delle singole tipologie di patrimonio dismesso (es. chiese, monasteri, abazie), ricercando – in una prospettiva il più possibile partecipata con la comunità locale (es. Associazioni della società civile, Associazioni e Movimenti ecclesiali, Gruppi di volontariato) – i valori di uso più coerenti con il “valore intrinseco” del patrimonio stesso (cioè con i valori spirituali, religiosi, simbolici che esso esprime). L’attenzione si sposta dalla fase progettuale a quella gestionale, essendo questa la condizione del successo, nel tempo, del riuso adattivo. Tale riuso adattivo, se inserito nella prospettiva del modello dell’economia circolare, richiede un approccio sistemico e co-evolutivo, nel quale il patrimonio “scambia” con il contesto nel quale è inserito valori/impatti culturali, sociali, simbolici, trasformando le differenze in nuove opportunità e complementarità.

Ma come identificare i valori di uso più coerenti con l’originario valore intrinseco? Come promuovere micro-comunità “intorno” all’esperienza del riuso funzionale, che rigenerino autentica vitalità? Come reperire le necessarie risorse finanziarie, evitando comunque usi impropri conseguenti alla particolare posizione di questo patrimonio nel contesto urbano ed extra-urbano? Come trasformare queste conoscenze in una innovativa offerta didattica ed in competenze professionali?

Il Convegno Internazionale su “Riuso adattivo e gestione integrata del patrimonio culturale religioso dismesso” intende analizzare e dare risposta a tali domande di ricerca, fornendo un contributo concreto alla formazione di nuove competenze professionali attraverso l’attivazione di un Corso di Perfezionamento rivolto a professionisti e operatori nel settore del riuso adattivo del patrimonio culturale religioso dismesso.