Progetti per oltre 100 milioni di euro e scavi più estesi dagli anni '50 nell'ottica di una città antica senza confini con il territorio. In occasione della diretta YouTube per la stampa sui lavori di restauro e scavo alla casa di Leda, indagata nel 2018-2019 e oggi nuovamente oggetto di un intervento di accessibilità e tutela, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha annunciato nuovr meraviglie e uno splendido affresco di Frisso e Elle affiorati dagli scavi di una casa limitrofa a quella di Leda, Regio V, insula 6, verso sud. E si è soffermato su quello che ha definito un momento cruciale per il sito Unesco, ovvero una grande rigenerazione ''archeo-urbanistica'' che si sta realizzando dopo la conclusione con successo del Grande Progetto Pompei.

«Dopo gli anni della messa in sicurezza del sito di Pompei nell'ambito del Grande Progetto - ha spiegato Zuchtriegel - siamo ora in una fase nella quale dobbiamo navigare verso nuovi orizzonti: abbiamo messo alla base del nostro lavoro in questo senso un approccio di urbanistica, applicata a una città archeologica. Una specie di rigenerazione archeo-urbanistica che allarga lo sguardo dagli aspetti prettamente archeologici e conservativi a una visione urbana e socio-culturale: i servizi per il pubblico e per le funzioni tecniche e della sicurezza, i grandi poli espositivi che stiamo realizzando a San Paolino e alla Palestra Grande, i nuovi depositi di Porta Nola, Stabia e Torre Annunziata, i trasporti con navetta tra i siti e l'accessibilità, la valorizzazione delle aree verdi e dell'agricoltura archeologica e la sostenibilità, la ristorazione e le aree e i laboratori per bambini con il nostro Children Museum».

«In breve - ha proseguito il direttore del Parco Archeologico - pensiamo a Pompei come a una città contemporanea, solo che è rimasta pressoché immutata da 2000 anni e si compone di una cittadinanza mondiale di viaggiatori che vengono ogni giorno da tutti i continenti. Anzi, pensiamo alle due Pompei, quella antica e quella moderna, e anche a Scafati, Torre Annunziata, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Terzigno, Lettere, Poggiomarino e a tutto il territorio, come un'unica realtà dal punto di vista archeologico e urbanistico. Se il parco archeologico va sempre più verso un approccio urbanistico in termini di servizi e pianificazione dei lavori, i comuni della Buffer Zone possono essere concepiti come parte integrante di un grande parco archeologico diffuso, con tante presenze archeologiche sui loro territori».

«Come la città antica era parte di un paesaggio culturale - ha aggiunto Zuchtriegel - anche oggi non ci dovrebbero essere confini rigidi tra dentro e fuori. Ho in questi giorni aggiornato il ministro Sangiuliano, che ringrazio per il sostegno e l'ascolto continuo, sulla progettualità in campo che si inserisce in questa grande rigenerazione archeologica e urbanistica dei siti ministeriali e del territorio e che vorrei illustrare con alcuni dati: Nel 2023 l'Unesco ha approvato la nuova Buffer Zone di Pompei, Ercolano e Oplonti che comprende 11 comuni: Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno, Trecase, Pompei, Scafati e Castellammare di Stabia; Su proposta del Ministro della Cultura, Pompei è nella legge di bilancio dello Stato di quest'anno, dove è prevista una “una campagna di scavi archeologici a Pompei e negli altri parchi archeologici nazionali"; Attualmente, oltre alle continue ed indispensabili attività di monitoraggio, gestione, manutenzione ordinaria e programmata costante ed estensiva dei siti, abbiamo 28 cantieri di restauro e messa in sicurezza in corso, altri 11 sono in fase di avvio, per un importo complessivo in programmazione di 53,60 milioni di Euro (per gli interventi in corso) e 11,00 Milioni di Euro (per i cantieri di prossima apertura) per complessivi circa 65 milioni di Euro impegnati su 39 interventi, finanziati per circa il 50% con fondi Legge 190, fondi Pon Cultura e Sviluppo 2014-2020 e fondi ex Cipe» ha concluso il direttore del Parco Archeologico.