Sarà l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, presidente onorario del Premio cardinale Michele Giordano, a premiare i vincitori della IX edizione del riconoscimento intitolato al porporato lucano per diciannove anni alla guida dell’arcidiocesi partenopea. La cerimonia si svolgerà sabato 25 settembre 2021 alle 17 a Napoli, nella Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio (via Capodimonte, 13), nel rispetto delle norme anti contagio. Prima della premiazione, monsignor Battaglia presiederà un momento di preghiera nella cappella della Basilica dove è sepolto il cardinale Giordano. All’evento, saranno presenti anche il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo emerito di Napoli, e l’arcivescovo Mario Milano, vescovo emerito di Aversa.

“Dentro di me il tuo nome” (San Paolo) dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, è il libro vincitore della IX edizione del Premio cardinale Michele Giordano. Secondo classificato il testo “Gli anziani e la Bibbia” (Morcelliana) di Maria Cristina Marazzi, medico e docente universitario, monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, e don Francesco Tedeschi, docente universitario. Al terzo posto, ex aequo, i volumi “Meno è di più” (Edizioni Terra Santa) di Francesco Antonioli, giornalista de La Repubblica, e “Papa Luciani. Cronaca di una morte” (Libreria Editrice Vaticana) di Stefania Falasca, vaticanista ed editorialista di Avvenire e vicepresidente della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I.

Premio speciale per il libro “Tre Papi santi conosciuti da vicino” (Libreria Editrice Vaticana) del cardinale decano Giovanni Battista Re. La giuria, presieduta dal professore Fulvio Tessitore, ha, inoltre, assegnato tre menzioni speciali ai testi “Fai vivere e santifichi l’universo” (Centro eucaristico) del teologo Giuseppe Falanga, “Disegnare il sacro” (Lindau) dell’architetto Christiano Sacha Fornaciari e “Missione che passione!” (Libreria Editrice Vaticana) a cura di padre Vito Magno, direttore del mensile Rogate ergo.

«Sono particolarmente grato alla giuria – ha affermato monsignor Fisichella – per il premio che mi viene assegnato in memoria del cardinale Michele Giordano giunto alla sua IX edizione. Allo stupore per essere insignito di questo premio del tutto inaspettato, si aggiunge un duplice sentimento di riconoscenza. Anzitutto alla persona di san Giovanni Paolo II che è oggetto del volume premiato. La frequentazione con la persona di questo grande Papa nel corso degli anni, prima come docente alla Gregoriana e poi come vescovo ausiliare di Roma, mi hanno permesso di comprendere il legame tra la profondità del suo pensiero filosofico e teologico con la santità della sua vita. Realmente si può toccare con mano l’esempio di una ‘teologia fatta in ginocchio’. Il volume premiato ha inteso evidenziare l’insegnamento di Giovanni Paolo II soprattutto nelle 14 encicliche che costituiscono il suo magistero ordinario. Dalla prima enciclica Redemptor hominis, dove ha immesso i principi della sua azione pastorale, fino a Fides et ratio da dove emerge l’invito perché la ragione trovi sempre la forza di indagare il mistero, Karol Wojtyla ha spaziato per i grandi temi della misericordia, dell’eucaristia e della vita umana e sociale ponendo sempre al centro l’uomo alla luce di Cristo. Un messaggio che permane attuale con la sua carica di significato permanente».

«Il secondo motivo di soddisfazione – ha proseguito monsignor Fisichella – consiste nell’essere insignito di un premio dedicato al cardinale Michele Giordano che ha sempre avuto nei miei confronti non solo sentimenti di amicizia fraterna per la condivisione dell’unico sacerdozio, ma soprattutto una grande stima manifestata in tanti comportamenti che porto con me. Desidero ricordare in particolare l’invito che mi fece per predicare gli esercizi spirituali ai confratelli vescovi della Campania. Era affascinato da questa Chiesa di Napoli e ne parlava con accenti di un pastore innamorato della sua Chiesa. Quando parlava di Napoli si illuminava nel volto e lasciava trasparire l’ammirazione per questa città di così profonde tradizioni di fede e cultura. Questo premio mi provoca a conservare viva la memoria di queste due emergenti personalità che appartengono alla storia dei nostri giorni».