Mercoledì 22 dicembre si inaugura “Da Altopascio a Mount Meru: sul sentiero del bene”, la mostra fotografica di Stefano Lotumolo, curata da Flow & Foto, nelle figure di Federica Cerami e Francesca Sciarra.

La mostra, interamente virtuale, è ospitata sulla piattaforma Artsteps.com e sarà visibile, gratuitamente, all’indirizzo https://www.artsteps.com/view/6173ed7f6877258cef5ae629/

La mostra ha un percorso espositivo progettato per garantire una esperienza immersiva allo spettatore che si sentirà, da subito, parte attiva del percorso, proiettato in una dimensione nuova, piena di stimoli visivi e sonori.

Il lavoro di Stefano parla di terre lontane che hanno bisogno di essere viste, accolte e aiutate e stimola ad avere uno sguardo attivo per adoperarsi nei progetti di aiuto messi in campo da Stefano con la sua associazione “Radici Globali”.

La galleria ha la forma di un albero: lo spettatore entra dal tronco e, percorrendo la chioma, passa in rassegna tutte le fotografie esposte fino ad arrivare al cuore pulsante rappresentato da un box di legno all’interno del quale sono esposti tutti i volti incontrati lungo il viaggio.

Nella Galleria, inoltre, un video introduttivo di Stefano e il testo critico di accompagnamento alla mostra. All’esterno della Galleria, invece, il catalogo, il trailer del suo film e le informazioni sui progetti ai quali potrete aderire per aiutare le popolazioni visitate e accolte dallo sguardo di Stefano.

«“Da Altopascio a Mount Meru: sul sentiero del bene” è il racconto di mille incontri di amore con la madre terra, - scrive Federica Cerami nel testo critico - piena di sorprese colorate e con i volti sorridenti, pieni di energia di chi, nonostante le avversità, si affida ancora alla possibilità che la vita possa regalare qualcosa di inaspettato». 1Scorrendo queste immagini, viaggiando con Stefano dentro ogni fotogramma, - continua - scopriremo che ogni lembo di terra dell’angolo più remoto del mondo è parte del nostro cammino e ogni volto, che i nostri occhi incroceranno, è una proiezione del nostro volto: siamo tutti uguali e tutti assieme in un unico grande afflato di vita».