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lettera dal palazzo

La Meloni si interroga sul perché della sconfitta

Faranno bene a riflettere anche i vincitori del referendum

La Meloni si interroga sul perché della sconfitta

Fino a qualche settimana fa la vittoria del "Sì" nel referendum sulla giustizia era considerata scontata anche perché il test elettorale era ritenuto prevalentemente politico.
 Si trattava e si tratta, non tanto di affrontare nel merito i problemi della giustizia, ma di dire sì o no al governo, alla coalizione di centrodestra, a Giorgia Meloni.
 Contrariamente a quello che è accaduto nelle elezioni parziali svoltesi recentemente, questa volta l'opposizione ha vinto e ora la premier è inevitabilmente obbligata a riflettere sulle ragioni di questo risultato imprevisto.
La prima di queste ragioni è la scarsa omogeneità della maggioranza causata prevalentemente dalla Lega di Salvini che è in aperto contrasto con il leader di Forza Italia Antonio Tajani.
 Quel che è accaduto domenica e lunedì scorso di cui Giorgia Meloni dovrà acquisire consapevolezza, è di una importanza epocale. Il corpo elettorale è radicalmente mutato e ora sono i giovani ad aver preso in mano la situazione. Sarebbe tuttavia un errore pensare che vogliano realizzare una sorta di rivoluzione copernicana, introducendo nuovi valori. Un esempio: l'estrema difesa della carta costituzionale. In questo contesto, assume un particolare rilievo l'aumento della percentuale di votanti che induce a pensare che non risponda a verità l'affermazione secondo cui gli italiani sì sarebbero disamorati della politica. Non è così, ma quella alla quale si guarda con rinnovato interesse è una politica nuova. Fra circa un anno, quando si andrà alle urne per rinnovare il Parlamento, la vittoria arriverà a chi è stato capace di cogliere il senso di questa politica nuova chi invece soccomberà sarà chi non è stato capace di adeguarsi ai mutamenti in atto. Abbiamo sostenuto più volte, da queste stesse colonne, che in una repubblica parlamentare, quale l'Italia è, il referendum non ha ragione d'essere poiché è il Parlamento che deve affrontare e risolvere problemi, come quello della magistratura. Questa volta invece molte indicazioni sono venute per i politici dalla consultazione popolare. Ed è su queste indicazioni che ora la Meloni farà bene a riflettere. E faranno bene a riflettere anche i vincitori del referendum poiché nei corridoi del “palazzo” si vocifera che Giuseppe Conte sarà l’anno prossimo lo sfidante della Meloni. Se sarà davvero così per la Meloni si riaccenderanno molte speranze.

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