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16 Dicembre 2025 - 09:45
C’era una volta la triplice sindacale. Un blocco monolitico costruito introno ai tre maggiori sindacati del Paese per affrontare ogni tipo di contesa. Adesso, quell’unità granitica è pura archeologia politica. La Cgil, attraverso il suo segretario Landini, si muove come una forza politica, assolutamente ostile al Governo, pronta ad inscenare costantemente scioperi che, alla luce degli ultimi dati, non sembrano più appassionare i lavoratori. La Uil, spesso, è su unalinea alternativa mentre la Cisl sembra aver imboccatoda tempo una strada diversa.
E la segretaria generale Daniela Fumarola non perde occasione per marcare le differenze sostanziali. Si vive all’interno di un clima difficile e complesso. La società italiana è inquieta, le vertenze industriali sono un po' dovunque all’ ordine del giorno, si respira un clima di apatia e di incertezza. Modulato anche attraverso il calo delle iscrizioni sindacali. In questo contesto, oggettivamente, la società italiana non comprende se le scelte di Landini siano puramente strategiche o il leader della Cgil tenda ad accreditarsi, progressivamente, come il leader di un’opposizione dura e pura che sfugga ai connotati e alle alchimie del cosiddetto Campo Largo. Ma, in chiave sindacale, non è, al momento, una posizione largamente condivisa, anzi.
La Cisl, lo ribadiamo, è su un fronte alternativo. Difendere gli interessi di lavoratori e pensionati contrattando avanzamenti, senza cedere, però, alle sirene di un movimentismo capace di trasformare il sindacato in un partito politico. Parole e musica di Daniela Fumarola che, pur non avendo gli spazi televisivi e l’audience di Landini, prova costantemente a focalizzare la sua attenzione sulla produttività, sugli investimenti legati alla crescita economica, sulla sburocratizzazione. Sviluppando un confronto costante con il Governo, interlocutore essenziale per qualsiasi snodo sindacale.
Una posizione, a nostro avviso, responsabile che elude le contestazioni di piazza, mettendo a nudo le attuali emergenze italiane: il lavoro povero, i bassi salari, il rilancio della sanità pubblica, l’emergenza abitativa, la denatalità, le pari opportunità per le donne. Evitando la ritualità di uno semplice scontro che mal si concilia, oggettivamente, con l’attuale inquietudine del Paese.
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