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la riflessione

I grandi risultati dell’economia italiana a livello internazionale

Ma di tutto questo il Pd a guida Schlein sembra essersene dimenticato

I grandi risultati dell’economia italiana a livello internazionale

Abbiamo già scritto molto sul tentativo, in atto, di imbarbarimento del confronto tra le forze politiche sui temi del referendum sulla Giustizia che, finalmente, volge al termine con l’appuntamento delle urne del prossimo fine settimana. Una situazione divenuta insopportabile e stucchevole con una recrudescenza senza fine di accuse e falsità sulle ragioni della riforma che allontanano sempre più gli elettori dal merito del quesito elettorale, per lasciare lo spazio alla paura dei giudici di perdere potere e prestigio contrabbandato per la strenua difesa delle Istituzioni e della Costituzione minacciate dal “Sì”, da un lato, e la sinistra o il campo largo parlamentare e non, che soffia sulle piazze e grida in ogni luogo e in ogni momento ai presunti pericoli di una riforma,al contrario, inequivocabilmente necessaria. Che è tanto necessaria ed utile al Paese e ai cittadini italiani da averla indicata nei programmi elettorali delle sinistre dai tempi di D’Alema e Prodi dei governi dell’Ulivo, sino al “serafico” Enrico Letta che è stato Presidente del Consiglio, come i precedenti due e Segretario del Pd sino al 2013.
Ma di tutto questo il Pd a guida Schlein sembra essersene dimenticato e con il suo più fidato alleato dei 5 Stelle, il mitico avvocato Giuseppi Conte da Volturara Appula, nel Foggiano, tenta la carta del “No” al prossimo referendum mettendola in “caciara” e chiamando l’universo mondo della sinistra alla novella crociata contro Meloni e il suo Governo. Con la speranza di una forte spallata all’Esecutivo già da questo anno o, in subordine, affilando le armi per l’anno prossimo. Con le elezioni politiche regolarmente in programma.
E fin qui, mi direte, sembra tutto regolare. La contrapposizione tra schieramenti politici, in specie nel corso di campagne elettorali, è il sale della democrazia. Certamente sì. Ma non certo l’odio sfuso e a pacchetti cui ogni giorno siamo costretti ad assistere e che risulta francamente insopportabile, se non ripugnante. Si passa con disinvoltura dai calci in faccia alla Meloni per ogni No espresso al referendum, auspicati da quell’elegantone di Conte, alle minacce di morte che giungono alla Premier ormai tutti i giorni tramite web, alle foto stracciate di Nordio e Meloni, nel corso delle manifestazioni per il No al referendum sulla Giustizia tenutesi a Roma giorni or sono. O addirittura le minacce tutt’altro che velate, dirette ai giornalisti del Quotidiano “Il Foglio” dal buon Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, non nuovo ad affermazioni forti nei confronti di quanti si schierano per il Sì al referendum. Messaggi improponibili in democrazia, nel contesto di una campagna elettorale che non può e non deve scivolare verso le offese, e più ancora, le aperte minacce al mondo della libera informazione quando non è completamente asservito al volere delle sinistre e prono rispetto alle pretese di insindacabilità e deliri di onnipotenza dei magistrati. Ma questo è quanto ci stanno propinando. Ogni giorno e ad ogni piè sospinto.
Bloccando il Paese su argomenti e ragionamenti da anni 70 o, se volete, da piena guerra fredda, condita da una sorta di strategia della tensione che mira a terrorizzare quella parte di opinione pubblica, priva di conoscenze della materia trattata (la riforma della Giustizia), cui appare più facile e più utile, per l’armata progressista, propinare l’opzione della spallata al governo per la ventilata “deriva autoritaria” e il presunto attacco alla Costituzione, o altre artificiose castronerie che vengono confezionate e distribuite alla bisogna dai soliti professionisti di menzogne e dispensatori di paurose catastrofi puntualmente smentite dai fatti.
E per l’appunto, proprio in questi ultimi giorni, mentre ci si accapiglia per il referendum, si rischia di sottovalutare o meglio,di glissare artificiosamente le buone notizie sull’economia del nostro Paese con i risultati più che incoraggianti ufficializzati dall’Istat sulla occupazione in Italia. Dati che fanno registrare nell’ultimo trimestre del 2025 un incremento di 185mila nuove unità lavorative, con un tasso di disoccupazione sceso al 6,1% e il tasso di occupazione in Italia balzato 62,5%. Ma quel che incoraggia ancor più nella lettura di questi dati è certamente la concentrazione di questi nuovi posti di lavoro nel Mezzogiorno d’Italia (in termini percentuali lo 0.7) con interessanti punte di occupazione femminile oltre lo 0,9 %. Il che si traduce in 84.329 nuove assunzioni di donne con il raggiungimento del record di donne occupate dalla data di fondazione della Repubblica italiana. Con ciò confermando le significative e virtuose politiche del Governo in termini di sostegno alla crescita e allo sviluppo, grazie anche alle misure di estensione a tutto il Mezzogiorno dei benefici della Zona Zes Unica che, come noto, assicurano opportunità mai registrate in Italia in termini di benefici per le imprese e per i soggetti in attesa di occupazione stabile e duratura attraverso la creazione di nuove attività produttive nel campo dell’industria non inquinante, dell’energia green, della robotica, della IA, della logistica e la portualità oltre che le attività artigianali e dei servizi, accompagnate dai pacchetti di agevolazioni per le nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Ma l’Istat non si è fermato a fornire i dati più che confortanti sull’occupazione del nostro Paese. L’Istituto di Statistica ha anche posto la sua lente di ingrandimento su un ulteriore fattore di crescita in forte incremento quale l’Export italiano che, trainato dall’economia del Mezzogiorno con un +3,6%, ha raggiunto il 3.3% di crescita complessiva dell’export italiano nel mondonell’anno 2025.
In particolare, i numeri e le performance della Regione  Campaniari sultano davvero entusiasmanti: dai valori di export del 2010 pari a 8 miliardi e 938.000 Euro, ai valori del 2017 fissati a 10 miliardie 500.000, ai più che raddoppiati valori di esportazione di prodotti campani nel mondo raggiunti nel 2025 con 22 miliardi e 732.000 euro. E per questo più che soddisfacente risultato delle esportazioni va riconosciuto, ancora una volta, il sostegno delle politiche governative in campo agroalimentare, dell’industria farmaceutica, aeronautica, ferroviaria e delle produzioni locali (lattiero caseari, olio, conserve, latticini e farinacei). Tra questi settori tradizionali, per la prima volta, la Campania brilla anche nelle esportazioni delle attività cinematografiche, attestando il nostro Paese in posizioni di tutto rispetto a fronte dei tradizionali competitors mondiali del settore. 
Ma non basta!
L’Istat ci informa, con dovizia di particolari, anche del sorprendente anno appena trascorso che vede l’Italia raggiungere il picco storico di presenze con circa 476 milioni di presenze turistiche complessive (cittadini stranieri + 56,5% del totale presenze) e con il 3% in più dell’anno precedente (2024). Dati che confermano il posizionamento dell’Italia al secondo gradino tra i Paesi europei, scalzando anche la Francia e collocandosi subito dopo la Spagna per volumi e flussi turistici. Risultati oltremodo significativi oltre che fortemente incoraggianti per la nostra economia, soprattutto in ragione dei nuovi e considerevoli investimenti previsti per il comparto turistico, in specie nel Mezzogiorno, ove le infrastrutture trasportistiche in corso di realizzazione o ampliamento (reti ferroviarie, porti ed aeroporti) in uno con l’ammodernamento e riqualificazione degli asset turistici, creeranno a breve nuove opportunità e nuove disponibilità di ricezione alberghiera in contesti di prestigio assoluto in campo naturalistico, ambientale e storico-artistico di cui il Mezzogiorno è ricchissimo. In tal modo offrendo ai flussi turistici internazionali nuove opportunità di conoscenza del territorio nazionale, con i borghi storici delle aree interne, le località di turismo sanitario con  il comparto termale, le isole minori, la ramificazione e l’offerta naturalistica degli agriturismo, la bellezza e l’unicità dei paesaggi meridionali, in uno con le meraviglie dell’arte e dell’architettura.
E potremmo finire qui, dopo aver sottolineato i meriti indiscutibili di un Esecutivo che si muove ormai da tempo tra mille difficoltà e nel bel mezzo di  eventi drammatici quali le tre tragiche guerre alle porte di casa. E che nonostante tutto mantiene diritta la barra della governabilità e del prestigio del Paese, inanellando successi in Patria e consensi internazionali.
Come l’ultimo successo decretato proprio in questi ultimi giorni dalla Agenzia Internazionale di Rating “Fitch” che ha confermato il giudizio positivo Bbb+ sull’Italia, lasciando stabile l’outlook anche per il 2026. Un risultato raggiunto e riconosciutoin particolare grazie all’espansione del prodotto interno lordo dello 0,3. In linea con la Germania e molto meglio della Francia, ferma allo 0,2. E scusate se è poco!

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