“L’assegno unico universale rappresenta una rivoluzione per l’Italia: 20 miliardi di euro che si investiranno in modo strutturale ogni anno per le famiglie con i figli, quasi 7 miliardi aggiuntivi. Siamo nelle fasi finali, i dati sono già molto confortanti, soprattutto per quelle professioni che in precedenza non avevano accesso agli assegni al nucleo familiare ed erano escluse anche dalle detrazioni. Accanto a questa misura, la legge 32/2022, il Family Act, prevede investimenti ingenti nei servizi educativi a partire dagli asili nido, nella riforma dei congedi parentali e nel sostegno alla genitorialità anche per i liberi professionisti, e anche un grande incentivo al lavoro femminile”. Lo ha detto Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, nel corso del convegno “L’assegno unico e le prospettive di sostegno universale alla famiglia con politiche fiscali”, organizzato da Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con Unione Industriali Napoli – Gruppo Giovani Imprenditori.

“L’assegno unico universale è una misura da accogliere con favore perché dà maggiore forza economica alle famiglie – ha evidenziato Matteo De Lise, presidente dell’Ungdcec -. Ma è anche migliorabile, riteniamo che si possa allungarne la durata da 21 a 24 anni in modo da permettere ai ragazzi di completare il ciclo di studi, magari pensando a bonus da destinare agli studenti che conseguono migliori risultati universitari. Un’altra proposta dell’Unione riguarda la creazione di un percorso formativo ad hoc per l’inserimento nel mondo del lavoro del beneficiario, creando unità d’intenti col potenziale datore di lavoro”.

Ettore Rosato (vicepresidente della Camera dei deputati), ha affermato: “Investire sulle famiglie vuol dire investire sull’economia e sulla natalità, un problema cronico di questo Paese. L’assegno unico universale è una misura di sostegno strutturale, che resterà anche dopo questo periodo di grande crisi, che andrà a favorire le famiglie sul lungo termine”.

Per Claudio Turi (presidente Unione giovani dottori commercialisti di Napoli): “Argomento di grande rilevanza per noi professionisti, l’assegno unico è una misura innovativa che consente di razionalizzare le precedenti agevolazioni e di generare una maggiore equità. Una misura che dunque va vista con estremo favore”.

Costanzo Jannotti Pecci (presidente Unione Industriali di Napoli), ha sottolineato: “Abbiamo ospitato un incontro di grande rilevanza, si tratta di un argomento centrale nelle politiche di sviluppo e sociali di un Paese come l’Italia, che vive un serio problema di carattere demografico. Mettere a punto strumenti per favorire la ripresa della natalità è fondamentale”.

Eraldo Turi (presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli), afferma: “L’auspicio è che il Sud abbia un’occasione per rilanciarsi. Il divario rispetto al Nord non è stato modificato negli ultimi decenni e così l’Italia non può crescere”.

Secondo Alessandro Di Ruocco (presidente Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Napoli), “l’assegno unico è uno strumento importante ma ci sono tante altre azioni che devono essere portate avanti: penso all’occupazione femminile, alla scuola… Il cammino è ancora lungo”.

Leonardo Nesa (giunta nazionale Ungdcec), ha evidenziato come “l’Unione vuole potenziare l’assegno unico: limitarlo all’età di 21 anni potrebbe non essere sufficiente”, mentre per Massimiliano Dell’Unto (consigliere della Fondazione Centro Studi Ungdcec), “l’obiettivo dell’Unione è quello di essere parte attiva nell’evoluzione del sistema Paese e per questo continueremo a far arrivare le nostre proposte alla politica”.

Anna Del Sorbo (presidente Gruppo Piccola Industria dell'Unione Industriali di Napoli), rimarca: “Le famiglie devono essere al centro della politica economica e industriale italiana. Rappresentano il capitale umano e vanno poste in prima linea nelle politiche di welfare che agevolino la crescita”.

Guido Spiniello (consigliere dell’Ugdcec Napoli), sottolinea come l’ambizione dell’Unione sia “rendersi credibile agli occhi della politica per influire in maniera positiva sulle riforme, per costruire qualcosa di utile per il Paese”.