NAPOLI - "La Regione Campania fa della leva normativa un'opportunità strategica. Con la Legge n. 30 del 2016 si sostiene la cultura cinematografica e audiovisiva. Con la Legge n. 6 del 2007 si promuove lo spettacolo a livello territoriale. A tutto ciò va aggiunta l'attenzione riservata dall'amministrazione regionale all'associazionismo culturale, disciplinato in maniera organica dalla Legge n. 7 del 2003. Se si tiene conto anche della normativa su tutela e valorizzazione dei beni culturali materiali e immateriali (LR n. 38/2017) e sulle denominazioni comunali (LR n. 7/2021), si ha il quadro chiaro di una strategia pubblica che pone la cultura e la creatività al centro dello sviluppo economico locale”.

Lo ha detto Felice Casucci, assessore regionale al turismo della Campania al focus “Modelli innovativi di gestione e le agevolazioni per la filiera dello spettacolo”, promosso dalla Commissione moda e spettacolo dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Eraldo Turi.

“La presenza dell'assessorato al Turismo nelle diverse rassegne cinematografiche (da Capri, a Ischia e Sorrento) e festival (da Agerola a Oliveto Citra) esistenti in regione Campania - ha aggiunto Casucci - dimostra la rilevanza attribuita ad eventi non isolati ma posti nel quadro organico di una programmazione pubblica e privata condivisa, a partire dagli atti della Giunta regionale campana".

La relazione introduttiva del dibattito è stata affidata a Maria Cristina Gagliardi, consigliere dell’Odcec partenopeo: “È interessante analizzare il settore dello spettacolo non solo perché un importante indicatore della qualità della vita dei cittadini ma per l’impatto economico sempre maggiore in termini di guadagni e occupazione un settore in grado di stimolare l’economia e generare ricchezza nel territorio con un effetto moltiplicatore più ampio. Sono in pratica un motore di consumo di crescita un settore però ampio e eterogeneo costituito da operatori ciascuno con caratteristiche distintive non solo operative ma anche dal punto di vista della programmazione che impone a noi tecnici particolari attenzione e competenza per assicurare una positiva economicità di gestione in un momento nel quale l’intero comparto in particolare gli spettacoli dal vivo e del cinema hanno risentito più di altri la crisi pandemica e che in alcuni segmenti non hanno ancora raggiunto una piena resilienza”.

Secondo Antonio Parlati (direttore del Centro di produzione della Rai di Napoli) “l'importanza del ruolo e lo sviluppo del centro di produzione della rai della Campania, grande industria culturale e creativa del Mezzogiorno, non investe esclusivamente le attività ed i livelli produttivi interni, ma coinvolge in maniera consistente tutta la filiera dell'indotto”.

Per Ornella Fratta (presidente della commissione moda e spettacolo) “in questi giorni stiamo assistendo in Campania a momenti di viva preoccupazione per il blocco dei fondi sviluppo e coesione che la Regione Campania attende da un anno e mezzo. Senza entrare nel dibattito politico traspare con chiarezza quanto il mondo dello spettacolo conti per lo sviluppo culturale del Paese. Il ritardo nell'erogazione delle risorse destinate alla Campania compromettono la programmazione dei grandi e piccoli e eventi sul territorio regionale nella filiera del teatro, dello spettacolo e dall' audiovisivo. Sono a rischio posti di lavoro a tutti i livelli, maestranze, tecnici, professionisti, artisti con effetto paralizzante per l’intero sistema. Lo spettacolo non è un costo ma investimento”.

L’evento ha richiamato un folto pubblico di dottori commercialisti e di operatori del settore, tra i quali Patrizio Rispo, il noto “Raffaele” della soap più longeva della storia italiana, “Un Posto al Sole”.

Rosanna Romano (direzione Cultura e Turismo della Regione Campania) ha ribadito “il ruolo dello spettacolo nell’incremento del turismo in Campania e delle risorse, ben 500 mln di euro per la durata della programmazione fondi strutturali”.

Giovanni Vitolo (presidente dell’Ordine dei Notai di Napoli, Torre Annunziata e Nola), ha parlato delle diverse forme giuridiche del Terzo Settore come particolarmente idonee nel campo delle attività culturali e dello spettacolo”.

Guglielmo Mirra (teatri Diana e Acacia, cine Plaza), ha evidenziato la duplice e rilevante esperienza di gestore di spazi e di produzione delle attività teatrali di artisti di rilievo.

Giovanni Petrone (Artec, esercenti sale teatrali, legata all’Agis), che ha illustrato la situazione dei teatri a Napoli e provincia e di quanto questa attività abbia contribuito alla crescita culturale della regione ed in particolare di alcuni ambiti “difficili”, sostenendo il ruolo di “investimento” delle risorse pubbliche per il teatro e dunque non come “agevolazione” o “incentivo”.

Giuseppe Colella (Anec, associazione esercenti sale cinematografiche), che ha sostenuto quali sono le caratteristiche del comparto in Campania e del ruolo dei Festival per riportare pubblico nelle sale e farlo appassionare al cinema fruito nel suo luogo “principe”.

Ha concluso i lavori Luigi Nardullo (Commissione Moda e Spettacolo dell’Odcec Napoli) che ha reso noti i numeri del settore e gli strumenti per sostenerne finanziariamente l’attività disponibili a livello nazionale.