“La Campania ha tutte le potenzialità per incrementare il flusso turistico ed intercettare la grande massa di viaggiatori, stimata in 450 milioni di individui solo tra i ‘big spender’, oltre alla potenzialità offerta dai giovani ‘millenials’ (la generazione dei nati tra i primi anni Ottanta e la metà degli anni Novanta), che rappresentano il 20% dei turisti internazionali. Si tratta ira di creare una vera “collaborazione in rete” di tutti gli operatori coinvolti ed affrontare la sfida congiuntamente”.

Lo ha detto il professor Antonio Coviello, ricercatore Cnr-Iriss, intervenendo al convegno organizzato nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli da Confesercenti Campania su “Il rilancio del turismo in Campania”, che ha visto tra i relatori l’assessore al turismo del Comune di Napoli, Teresa Armato, l’assessore regionale al turismo, Felice Casucci e lo stesso presidente di Confesercenti, Vincenzo Schiavo, moderati dalla conduttrice della Rai, Veronica Maya.

“Nell’ultimo anno, la profonda crisi provocata dalla pandemia Covid-19, ha fatto registrare dati impressionanti per il settore turistico italiano: -76,3% per le attività delle agenzie di viaggio, -60,5% per il Trasporto aereo e -42,5% per le attività dei servizi di alloggio e ristorazione. Inoltre sono stati confermati i cambiamenti del paradigma su cui si fondano le “strategie delle destinazioni”: la riduzione della stagionalità e della permanenza media, la crescente tendenza a vacanze frequenti ed orientamento della domanda verso il turismo “last minute”, ha aggiunto Coviello.

Il “Turismo di lusso”, argomento oggetto dell’intervento del ricercatore del CNR - inserito nella XXIV Edizione del “Rapporto sul Turismo Italiano”, curato da oltre dieci anni dal CNR-IRISS di Napoli - individua proprio nei "big spender" la nuova opportunità: “per il 2021-2022 è prevista una crescita di tali viaggiatori che varia dal +10/+12% al +17/+19%, a seconda dell’evoluzione del  Covid-19, delle condizioni macroeconomiche, della velocità a cui si tornerà a viaggiare a livello globale e della ripresa di fiducia da parte dei consumatori locali. “In quest’ottica, il ‘turismo di lusso’ sta assumendo un trend crescente. Grazie alla disponibilità di clienti benestanti, questa forma di turismo può essere intesa anche come un “veicolo di sviluppo regionale e di crescita economica”.

“Le ICT si stanno anche caratterizzando in modo crescente come strumento per contribuire a sostenere lo sviluppo di località considerate marginali e affette da un drammatico processo di spopolamento. Digitalizzazione dei rapporti con i turisti/clienti, gestione dell’organizzazione interna del sistema, interpretazione dei “big data” presenti sul web attraverso framework e strumenti di analisi innovativi, gli strumenti per cambiare il modo di fare offerta turistica.”

“I decisori pubblici hanno bisogno del supporto fornito dalla ricerca pubblica per riuscire ad invertire la tendenza ed accrescere maggiori quote di mercato, anche per agevolare lo sviluppo locale, arginare lo spopolamento di aree marginali e contribuire al riequilibrio territoriale”, ha concluso Coviello.