Agroalimentare e prodotti metallurgici trascinano l’interscambio commerciale tra la Campania e Romania, Slovacchia e Ungheria: nel 2022 l’import e l’export ha raggiunto 870 milioni di euro. Le esportazioni sono state pari a circa 342 milioni, mentre le importazioni sono state oltre 528 milioni, per un saldo commerciale negativo di quasi 187 milioni di euro. Per la Sicilia l’interscambio commerciale nello stesso periodo è stato pari a 237 milioni di euro, di cui circa 95 di import e 142 di export, per un saldo positivo di quasi 48 milioni; mentre più contenuti sono i valori per la Calabria per la quale l’interscambio commerciale nel 2022 è stato di poco superiore a 38 milioni di euro (23,5 di import e quasi 15 di export, per un saldo negativo di circa 9 milioni). Questo il quadro alle imprese della presentato durante un road show a Napoli di Intesa Sanpaolo sullo sviluppo del mercato in questi Paesi; un appuntamento tenutosi nell’ambito del programma sinergico tra l’International Subsidiary Banks Division (ISBD) e la Divisione Banca dei Territori (BDT), con l’obiettivo di potenziare ulteriormente le opportunità di business cross-border delle mid-corporate che operano nei 12 Paesi in cui le banche commerciali del Gruppo sono presenti, dall’Est Europa al Nord Africa.

Il programma, che contribuisce a rafforzare il posizionamento di Intesa Sanpaolo come banca di riferimento e partner a lungo termine per le imprese, fa leva su modelli operativi sinergici del Gruppo e prevede un aumento delle linee di finanziamento e dell’offerta di prodotti e servizi dedicati all’internazionalizzazione, con il coinvolgimento di Intesa Sanpaolo Bank in Romania, CIB Bank in Ungheria e VUB Banka in Slovacchia. Durante l’incontro sono state illustrate alle imprese clienti della Direzione Regionale Campania, Calabria e Sicilia guidata da Giuseppe Nargi (nella foto), le opportunità offerte dai mercati rumeno, ungherese e slovacco, previsioni di crescita positive, progressivo aumento della capacità di attrarre investimenti esteri, benefici derivanti da re-shoring e near-shoring, stanziamenti di fondi europei, programmi di privatizzazione governativi, prospettive di ammodernamento delle reti infrastrutturali e dei trasporti, sviluppo del tessuto industriale e disponibilità di risorse naturali e agricole. Queste le potenzialità delle geografie europee interessate dal lancio di questa prima iniziativa che prevede anche la possibilità per le imprese di confrontarsi singolarmente con il team delle banche estere coinvolte in ogni momento.

Secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nel 2022 l’interscambio commerciale tra la Campania e Romania, Slovacchia e Ungheria ha raggiunto 870 milioni di euro. L’export è stato pari a circa 342 milioni, mentre l’import sono state oltre 528 milioni, per un saldo commerciale negativo di quasi 187 milioni di euro. Per la Sicilia l’interscambio commerciale nel 2022 è stato di 237 milioni di euro, di cui circa 95 di import e 142 di export, per un saldo positivo di quasi 48 milioni; mentre più contenuti sono i valori per la Calabria per la quale l’interscambio commerciale nel 2022 è stato di poco superiore a 38 milioni di euro (23,5 di import e quasi 15 di export, per un saldo negativo di circa 9 milioni). Il saldo commerciale risulta negativo anche a livello italiano (per 1,6 miliardi di euro), a conferma del fatto che attualmente questi territori rappresentano degli importanti partner commerciali dai quali approvvigionarsi, anche perché nel tempo sono divenute aree di delocalizzazione o esternalizzazione produttiva. Si tratta però anche di mercati di sbocco interessanti e da sviluppare ulteriormente per le esportazioni italiane e di Campania, Sicilia e Calabria. La Campania scende al dodicesimo posto in Italia per l’export verso questi mercati, con una quota sul totale nazionale del 1,7%. L’export campano verso questi tre Paesi è così distribuito: 147 milioni verso Romania, 115 verso Ungheria e 80 verso Slovacchia. I principali settori di esportazione della Campania verso questi paesi sono: prodotti alimentari (21% del totale, distribuiti tra le tre destinazioni), elettrotecnica (13%, in maggior parte verso Romania), e prodotti in metallo (8%“).

“Le imprese campane, calabresi e siciliane hanno una significativa posizione nei mercati internazionali e grazie a questo programma mettiamo a loro disposizione un supporto ancora più specialistico che valorizza la sinergia delle competenze”, ha commentato Nargi. “Il network internazionale della Banca assicura alle pmi un’opportunità di crescita grazie a strumenti efficaci e a un supporto costante sia in Italia che nei Paesi target”.

“Il crescente contributo di questa iniziativa, consente di rafforzare la presenza internazionale del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare nelle geografie del perimetro della Divisione International Subsidiary Banks, dove la Banca è riconosciuta come l’istituzione finanziaria di riferimento”, ha dichiarato Giuseppe Ferraro, Responsabile Corporate and SME della Divisione International Subsidiary Banks di Intesa Sanpaolo. “La presenza capillare e qualificata in Slovacchia, Ungheria e Romania, valorizzata dal modello di integrazione con Banca dei Territori, consente al Gruppo di essere il partner di riferimento per le imprese italiane ed estere attive nei processi di Internazionalizzazione, su aree strategiche e ad elevati flussi di import/export con l’Italia”.