Missione a Francoforte di Intesa Sanpaolo con Camera di Commercio e Ice per attrarre capitali dall’estero e rafforzare le relazioni commerciali. Un’opportunità per le aziende della Campania che intendono svilupparsi nel campo dell’internazionalizzazione. Soprattutto in logistica e portualità. E’ un’iniziativa della Banca che innalza a 10 miliardi di euro la disponibilità per investimenti nelle aree portuali italiane, attraverso la Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno e le Zone Logistiche Semplificate del Centro Nord. Già nuovi investimenti per oltre 5 miliardi di euro. Lanciata una linea di credito ad hoc che riconosce un’agevolazione sul tasso d’interesse. Secondo un’analisi di Srm, le Zes hanno favorito lo sviluppo di oltre 160 investimenti industriali e logistici nelle regioni meridionali. Dopo l’iniziativa dello scorso anno che da Napoli ha rilanciato la valorizzazione di queste aree strategiche, il Gruppo Intesa Sanpaolo, nell’ambito del più ampio piano da 410 miliardi di euro previsto a sostegno del Pnrr, ha rinnovato il proprio impegno innalzando a 10 miliardi di euro il plafond nazionale dedicato ai nuovi insediamenti produttivi, all’ampliamento e ammodernamento di quelli esistenti, e agli investimenti nel settore energetico nella ZES e nelle ZLS, confermandosi come principale banca di riferimento in questo settore. Intesa Sanpaolo dispone inoltre di Desk specializzati su settori strategici come l’energia e lo shipping, proprio per fornire alle imprese le migliori soluzioni coerenti con i progetti di sviluppo. E’ stata anche messa a punto la linea di finanziamento innovativa e a condizioni agevolate S-Loan ZeS, destinata alle imprese interessate allo sviluppo sostenibile ed energetico all’interno di queste Zone.

In queste aree Intesa Sanpaolo ha finanziato investimenti diretti e indiretti per oltre 5 miliardi di euro. Le agevolazioni fiscali concesse a favore della Zes e delle Zls, la semplificazione operativa e amministrativa vigente in tali zone, unitamente alle linee di finanziamento a tassi agevolati garantite dalla Banca, rendono attrattivi gli investimenti su territori caratterizzati da una posizione strategica per le rotte e gli interscambi internazionali. Il supporto del primo Gruppo bancario italiano al sistema della portualità italiana prevede anche un’Advisory specializzata per supportare le imprese nell’accesso a bandi nazionali e internazionali; prodotti e servizi a supporto degli accordi strategici di filiera con le principali filiere logistiche del territorio anche attraverso il ‘Programma Sviluppo filiere’; attività di promozione sul territorio, attraverso l’organizzazione - con principali imprese logistiche e autorità portuali - di eventi fisici e virtuali per ingaggiare imprese/investitori e sensibilizzare la clientela alle opportunità disponibili, anche grazie alla collaborazione con Srm - Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo specializzato in trasporti marittimi e logistica; accordi di collaborazione sia con tutti i commissari delle attuali Zes del Mezzogiorno sia con le Zls del Centro Nord e le principali autorità portuali, con la finalità di favorire lo sviluppo dei territori.

Anna Roscio, executive director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo (nella foto) ha affermato che “il Gruppo sostiene fattivamente lo sviluppo dell’economia marittima e del sistema portuale italiano attraverso la valorizzazione della ZES meridionale e delle Zls del Centro Nord, un obiettivo annunciato lo scorso anno che ha già visto oltre 5 miliardi di finanziamenti diretti e indiretti a sostegno di investimenti dedicati. La missione in Germania ha congiunto l’impegno di diverse strutture di Intesa Sanpaolo alla partecipazione dei rappresentanti delle autorità portuali e dei commissari delle attuali Zes e ha visto la presenza di venticinque imprese tedesche, sensibili ai vantaggi fiscali ed amministrativi previsti ed interessate ad investire nel nostro Paese per sviluppare il proprio business, puntando su un sistema infrastrutturale di filiera che risponde al contesto geopolitico ed allo spostamento di rotte marittime ed interscambi commerciali verso il Mediterraneo”.

Vito Grassi, vice presidente di Confindustria, nonché presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e per le Politiche di Coesione Territoriale di Confindustria ha sottolineato che la “Zes  Unica è un progetto ambizioso che, riecheggiando alcuni elementi della stagione dell’intervento straordinario, intende andare oltre la riperimetrazione delle aree e muovere verso una prospettiva strategica rinnovata e, auspichiamo, caratterizzata una più solida connotazione produttiva, anche con riferimento a settori strategici, come quello dell’Economia del Mare, e a obiettivi di politica industriale territoriali. Per passare dall’annuncio alla realtà ed evitare che il nuovo modello blocchi i processi già in corso, serviranno lucidità politica, celerità attuativa, risorse adeguate e capacità amministrativa. Come già fatto in questi anni, Confindustria non farà mancare il proprio supporto e il contributo in termini di idee e proposte”.

Secondo stime di Srm nelle Free Zone a regime si può ottenere un incremento dell’export del territorio fino al 4% e un aumento del traffico dei container fino a raggiungere l’8,4%. Anche il Pnrr punta sulle Zes assegnando 630 milioni di euro a progetti logistico-portuali e di connessione ferroviaria/stradale per consolidare i collegamenti tra i porti e le aree produttive, con l’obiettivo di assicurare un adeguato sviluppo delle connessioni con la rete nazionale dei trasporti e in particolare con le reti Trans Europee (TEN-T). Ad oggi le ZES hanno favorito, attraverso le autorizzazioni uniche, lo sviluppo di oltre 160 investimenti industriali e logistici nelle regioni meridionali. Il Piano ha inoltre stanziato 9,2 miliardi di euro per lo sviluppo delle infrastrutture portuali, con particolare riferimento a digitalizzazione e sostenibilità, a cui è agganciata la competitività del nostro Paese nel Mediterraneo, un mare che intercetta il 20% del flusso mondiale di merci e gestisce il 30% del traffico energetico.