“Legalità e sostenibilità devono essere i principi guida dell’Italia del futuro. Avere regole e codici deontologici certificati dagli Ordini è un valore aggiunto per cittadini e imprese, ma anche per gli stessi professionisti che devono sentirsi compliance con queste regole ed elevare il proprio standard. Per questo crediamo che creare un “rating di affidabilità” sia una necessità, perché significherebbe certificare che il commercialista, depositario della figura del cliente, è integro e trasparente. Un professionista con una propria integrità morale, serio e rispettoso delle regole, tutti aspetti che, grazie al rating, sarebbero resi riconoscibili all’interno e all’esterno della categoria”. Lo ha affermato Mario Michelino (nella foto), presidente Andoc (Associazione Nazionale Dottori Commercialisti), nel corso del Congresso Nazionale Andoc, “Etica e sostenibilità della professione”, che si è svolto a Napoli, presso l’Hotel Excelsior. Una giornata dedicata ai temi di maggiore attualità, divisa in quattro sessioni: l’etica e la deontologia della professione, ma anche la legalità e i rapporti con il mondo bancario e un confronto tra i vertici dei sindacati di categoria. I commercialisti sono arrivati da ogni regione d’Italia.

“L’altro tema centrale del Congresso è stato la sostenibilità, ambito nel quale i commercialisti hanno un doppio ruolo: quello di accompagnatori delle imprese verso un percorso di sostenibilità e quello di essere sostenibili al loro interno, nei propri studi e nella propria quotidianità. Per riuscirci - spiega Michelino - c’è bisogno anche di una spinta del governo, chiamato a costruire un confronto fattivo con la categoria”.

Il senatore Sergio Rastrelli ha sottolineato: “Riteniamo che gli Ordini professionali siano centrali rispetto a qualunque prospettiva di riscatto del Paese.  Avere una organizzazione sindacale che, come l’Andoc, faccia dell’interlocuzione la sua chiave di manovra e voglia disciplinare temi delicati come il rilievo etico dei professionisti nelle dinamiche sociali, è molto importante”.

Per l’onorevole Luigi Marattin, sulla sostenibilità “stiamo correndo il rischio di essere schiacciati tra i negazionisti e chi crede che sia possibile una transizione ecologica senza costi e in tempi brevissimi. L’Europa deve mettersi in testa che la produzione dei grandi beni pubblici europei deve essere finanziata a livello comunitario”.

Michele de Tavonatti, vicepresidente Cndcec, ha rimarcato: “Sull’etica, come Consiglio Nazionale abbiamo battezzato il Codice etico e le sanzioni disciplinari. Per quanto riguarda la sostenibilità, crediamo che questa sia un processo che vada sviluppato in tutte le declinazioni di attività imprenditoriale”.

Luigi Pagliuca, presidente Cassa Ragionieri, ha invece messo l’accento sulla “complessità della professione. Ci vengono richieste continuamente nuove attività, è evidente che il commercialista-generalista non esiste più. Mettersi in sinergia con altri professionisti è il futuro, perché consente di creare una rete con molteplici competenze”.

Eraldo Turi, presidente Odcec Napoli, ha affermato: “La professione attraversa un momento difficile, persistono tassi troppi alti nonostante le rassicurazioni della Bce. Bisogna ricordarsi che per il 99 per cento i commercialisti vive con le imprese: se queste hanno difficoltà, di certo i commercialisti non avranno vita facile nei prossimi anni”.

Per Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale di Napoli, “serve un rispetto reciproco e una collaborazione tra la magistratura e gli Ordini professionali. I protocolli che abbiamo sottoscritto vanno in questa direzione, andiamo tutti il compito di lavorare insieme verso gli obiettivi di sostenibilità di questo Paese”.