«Il mercato farmaceutico inteso non solo come farmaci propriamente detti, ma anche come integratori e dispositivi medici, è un mondo dal punto di vista regolatorio molto complesso in cui la Comunità europea e i singoli Stati hanno, negli anni, imposto una serie di regole molto rigide per garantire la sicurezza e la salute del cittadino visto sia come singolo che come comunità: quest'ultimo punto è molto importante in quanto i danni economico-sociali derivanti dall'uso di prodotti pericolosi o dannosi ricadono poi sui singoli sistemi sanitari e quindi il cybercrimine nel farmaceutico ha notevoli rilevanza sociale».

A dirlo è il dottor Antonio Graziano, presidente del gruppo Hbw e numero uno del Polo tecnologico piemontese, commentando l'operazione del Nucleo antisofisticazione dei carabinieri che, quest'oggi, ha portato all'oscuramento di 61 piattaforme di vendita online di medicinali non autorizzati e di dubbia provenienza.

«Nel momento in cui, infatti, il farmaco non ha i requisiti di qualità richiesti per legge o sfugge alla trafila di somministrazione medico-farmacista-paziente porta con sé notevoli rischi e la rete internet ha aumentato a dismisura la capacità del singolo cittadino di approvvigionarsi di principi attivi bypassando i sistemi nati a sua stessa tutela – ha aggiunto –. A questa implementata capacità di reperimento sul mercato di prodotti farmaceutici dovrebbe però corrispondere un sistema di filtro altrettanto potente da parte delle istituzioni destinate al controllo delle frontiere nonché un aggiornamento delle forze di polizia sanitaria – ha concluso Graziano – per rispondere a queste nuove e crescenti sfide nel campo farmaceutico e biotecnologico».