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17 Aprile 2026 - 16:46
Lo Stretto di Hormuz
L'Iran riapre lo Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, petroliere comprese, fino alla fine della tregua con gli Stati Uniti. Il cessate il fuoco dura fino al 21 aprile. "In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz", determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale, è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, sulla rotta coordinata già annunciata dall'Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell'Iran", annuncia il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Il blocco navale rimane
La comunicazione, che determina un immediato calo del prezzo del petrolio, viene accolta con entusiasmo da Donald Trump. "L'Iran ha appena annunciato che lo Stretto d'Iran è completamente aperto e pronto per" la ripresa del "traffico", scrive il presidente degli Stati Uniti sul social Truth. Il presidente americano precisa che il blocco navale attuato dagli Usa rimane attivo: "Il blocco navale rimarrà pienamente in vigore nei confronti dell'Iran fino a quando le trattative con l'Iran non saranno completamente concluse. Questo processo dovrebbe svilupparsi molto rapidamente, la maggior parte dei punti sono già stati negoziati". Trump, su Truth, è un fiume in piena: "L'Iran con l'aiuto degli Usa ha rimosso, o sta rimuovendo, tutte le mine dal mare".
La novità sullo Stretto, dice ancora, non è legata al raggiungimento della tregua tra Libano e Israele: "Questo accordo non è in alcun modo subordinato alla questione libanese, ma gli Stati Uniti collaboreranno separatamente con il Libano e affronteranno la situazione di Hezbollah in modo appropriato. Israele non bombarderà più il Libano". Spazio anche ad una stoccata alla Nato: "Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è risolta, ho ricevuto una chiamata dalla Nato che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di stare alla larga, a meno che non vogliano solo riempire le loro navi di petrolio. Si è rivelata inutile quando serviva, una tigre di carta!", dice attaccanto gli alleati e ringraziando, invece, Pakistan e Arabia Saudita..
Soldi in cambio dell'uranio, l'ipotesi di accordo
L'annuncio arriva mentre filtrano indiscrezioni sul piano in discussione per porre fine alla guerra. Sul tavolo, in un documento di 3 pagine, l'ipotesi secondo cui Washington sbloccherebbe beni iraniani per 20 miliardi di dollari. In cambio, riferisce Axios, Teheran cederebbe in particolare le proprie scorte di uranio arricchito al 60%: si tratta di 440 chili di materiale che, con ulteriori step relativamente semplici, arriverebbe alla soglia del 90% necessaria per l'impiego in ambito militare. Le scorte totali dell'Iran - non solo quindi il materiale arricchito - raggiungono complessivamente le 2 tonnellate.
Secondo due fonti citate da Axios, gli Stati Uniti erano pronti in una fase precedente dei negoziati a stanziare 6 miliardi di dollari per l'Iran: il denaro sarebbe stato utilizzato per l'acquisto di cibo e medicinali in particolare. Teheran, però, ha chiesto 27 miliardi. La fumata bianca potrebbe arrivare sulla cifra di 20 miliardi, a quanto pare proposta da Washington. Trump, in realtà, su Truth smentisce tutto: "Gli Stati Uniti si prenderanno tutta la 'polvere' nucleare prodotta dai nostri fantastici bombardieri B2" nei raid di giugno 2025. "Non ci sarà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma".
Nel dialogo, gli Stati Uniti hanno chiesto all'Iran di accettare di inviare tutto il materiale nucleare negli Stati Uniti. La prima risposta della Repubblica islamica prevedeva la possibilità di diluire l'uranio in territorio iraniano. Sul tema non c'è ancora un'intesa definitiva e, tra le ipotesi allo studio, c'è anche quella che prevede l'invio di una parte del materiale ad un paese terzo, non necessariamente gli Usa. Eventuali procedure in Iran verrebbero monitorate dagli organismi internazionali.
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