Hamas ha perso il controllo del nord di Gaza mentre migliaia di abitanti dell'enclave si sono spostati verso sud secondo le ultime news di oggi 9 novembre. Lo ha annunciato il portavoce dell'esercito israeliano, il contrammiraglio Daniel Hagari, in una dichiarazione televisiva. "Abbiamo visto 50mila abitanti di Gaza spostarsi dal nord della Striscia di Gaza al sud. Si stanno muovendo perché capiscono che Hamas ha perso il controllo nel nord - ha affermato - Hamas ha perso il controllo e continua a perdere il controllo nel nord".

Trattative serrate per una tregua: ipotesi di intesa

Intanto diventano sempre più serrate le trattative per una tregua umanitaria a Gaza. Un'intesa per garantire il rilascio di un gran numero di ostaggi detenuti da Hamas a Gaza appare ancora vaga, nonostante continuino attivamente i negoziati che coinvolgono Stati Uniti, Israele, Qatar e Hamas. A portare avanti in prima fila la mediazione sarebbe l'Egitto: si punta su uno scambio, che prevede il rilascio di ostaggi israeliani in cambio di detenuti palestinesi. Secondo quanto riporta una fonte al corrente dei colloqui, citata dalla Bbc, sul tavolo ci sarebbe il rilascio di 12 ostaggi nelle mani di Hamas, la metà dei quali americani, in cambio di una pausa umanitaria di tre giorni. La pausa, evidenzia la fonte, consentirebbe ad Hamas di rilasciare gli ostaggi e all'Egitto di fornire aiuti umanitari sia al sud che al nord di Gaza. Il nodo riguarda la durata della pausa e la situazione nel nord, dove si registrano intensi combattimenti.

La posizione di Israele e di Hamas

Dal canto suo il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo quanto riportano i media locali ha ribadito che "non ci sarà alcun cessate il fuoco senza il rilascio dei nostri ostaggi".

Sul fronte opposto anche Hamas continua a tenere il punto. "Ribadiamo che l'unica strada" per il rilascio degli ostaggi "è un accordo globale per lo scambio totale o parziale dei prigionieri", ha fatto sapere Abu Obeida, portavoce delle Brigate al-Qassam, l'ala militare di Hamas.

Onu: “Crimini guerra commessi sia da Hamas sia da Israele”

"A Rafah, sono stato alle porte di quello che è l'incubo che vivono a Gaza. Sento, nel profondo, il dolore e l'immensa sofferenza di ogni persona i cui cari sono stati uccisi. Dobbiamo tutti sentire questo dolore condiviso e porre fine a questo incubo". Lo ha detto l'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Turk, che ieri ha visitato il valico tra l'Egitto e la Striscia di Gaza. E ha accusato sia i gruppi armati palestinesi che Israele di aver commesso crimini di guerra, in relazione all'attacco del 7 ottobre ed alla "punizione collettiva dei civili" e alla loro "evacuazione forzata illegale".

Sei persone sono rimaste uccise in un raid delle forze israeliane su un edificio residenziale a Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Ne dà notizia Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa palestinese Wafa. "I corpi di sei persone sono stati recuperati a seguito di un attacco israeliano su un edificio residenziale nella città di Bani Suhaila, a est di Khan Younis, nella parte sud di Gaza", scrive Al Jazeera.

Wafa: 30 morti e decine di feriti in raid su campo profughi Jabalia

E' di almeno 30 palestinesi uccisi e decine di feriti il bilancio dei raid israeliani ieri sul campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. A dare notizia è l'agenzia palestinese Wafa.

Wafa, 6 morti in raid nella parte meridionale della Striscia di Gaza

Sei persone sono rimaste uccise in un raid delle forze israeliane su un edificio residenziale a Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Ne dà notizia Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa palestinese Wafa. "I corpi di sei persone sono stati recuperati a seguito di un attacco israeliano su un edificio residenziale nella città di Bani Suhaila, a est di Khan Younis, nella parte sud di Gaza", scrive Al Jazeera.