Ismail Haniyeh, capo dell'ufficio politico di Hamas, è arrivato stamani al Cairo alla guida di una delegazione del gruppo per colloqui con i funzionari egiziani. Hamas parla di "colloqui con i funzionari egiziani incentrati sulla situazione politica e sul campo" dopo più di quattro mesi di operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, scattate a seguito dell'attacco del 7 ottobre in Israele. La delegazione, riferiscono le tv satellitari arabe, vuole anche parlare degli "sforzi" per un cessate il fuoco con Israele. Ma l'arrivo di Haniyeh al Cairo non è un segnale di svolta nei negoziati, precisa un funzionario del gruppo palestinese a Haaretz, definendo "difficile" la situazione relativa ai negoziati.

Il monito di Hamas a Israele

Hamas intanto ha lanciato un monito a Israele: se verranno imposte restrizioni all'ingresso dei fedeli musulmani nella moschea di al-Aqsa durante il Ramadan, "la cosa esploderà in faccia all'occupazione". Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha confermato che sarà "consentita la libertà di culto nei limiti delle esigenze di sicurezza", sostenendo di aver preso una "decisione equilibrata". Non sono stati forniti dettagli sui limiti considerati. Israele spesso stabilisce dei limiti entro i quali i fedeli possono raggiungere la moschea di al-Aqsa, come ad esempio l'età.

Ma Hamas, secondo quanto riporta il sito di Haaretz, ha messo in guardia Israele anche dall'avvio di un' "avventura militare" a Rafah, accusando il governo di "ingannare i familiari sostenendo che gli ostaggi possono essere liberati con la forza". Secondo Axios, un'operazione militare a Rafah, più volte ventilata dalle autorità israeliane, potrebbe essere lanciata solo "a metà aprile".

Appello parenti bambini ostaggi

I parenti dei due bambini piccoli ancora ostaggio di Hamas nella Striscia di Gaza hanno lanciato un appello per un accordo in tempi rapidi che consenta la loro liberazione. Ieri l'esercito israeliano aveva divulgato un filmato di cui è entrato in possesso recentemente in cui si vede la madre Shiri Bibas e i suoi due figli piccoli circondati da uomini armati nella Striscia di Gaza alcune ore dopo essere stati rapiti dai terroristi il 7 ottobre. Le immagini delle telecamere di sorveglianza di Khan Younis mostrano Bibas con in braccio Ariel e Kfir, rispettivamente 4 anni e 9 mesi al momento del rapimento.

"Quando abbiamo visto il video, era come se ci avessero strappato il cuore", ha detto la zia dei bambini. Non c'è altra via se non quella di "una soluzione negoziata per liberare gli ostaggi", ha affermato parlando con i giornalisti. "Sono gli unici bambini rimasti tra gli ostaggi". "Chiediamo a tutti coloro che possono prendere decisioni: riportate questa famiglia a casa". I nonni dei piccoli sono stati assassinati il ​​7 ottobre.

Dove si trova Sinwar?

 Israele ha smentito le notizie del sito saudita Elaph secondo cui il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, la mente dell'attacco del 7 ottobre, sarebbe fuggito in Egitto attraverso i tunnel sotterranei della Striscia di Gaza. "Non siamo a conoscenza di quanto riportato nella notizia", ha dichiarato un funzionario, citato da Channel 12.

Secondo 'Elaph' l'apparato di Difesa israeliano riterrebbe che membri della leadership di Hamas, tra questi Sinwar e il fratello Muhammed, avrebbero recentemente raggiunto il Sinai provenienti da Rafah. Secondo la stessa - unica - fonte, potrebbero aver portato con sé alcuni ostaggi da usare come scudi.

La settimana scorsa l'Idf aveva diffuso immagini video di Yahya Sinwar in un tunnel a Gaza assieme a diversi membri della sua famiglia il 10 ottobre. "La caccia a Sinwar non si fermerà fino a quando non lo avremo preso, vivo o morto", aveva detto in quell'occasione il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, nel corso di una conferenza stampa. Le forze di sicurezza continuano nella ricerca di Sinwar, del comandante militare di Hamas Mohammad Deif e del suo vice Marwan Issa. A riferirne è Times of Israel.

Media: il 7 ottobre un 'errore tecnico' impedì assalto Hamas a carcere israeliano

Intanto spunta un retroscena sull'attacco del 7 ottobre. Il carcere di Shikma, nella città israeliana di Ashkelon, sarebbe stato uno degli obiettivi, ma i piani di Hamas, di assaltare la struttura e liberare centinaia di prigionieri palestinesi, sarebbero saltati per un "errore tecnico". E' quanto ha scritto il quotidiano Asharq Al-Awsat, in un articolo rilanciato oggi dai media israeliani che cita fonti delle "fazioni palestinesi della Striscia di Gaza".

Secondo le fonti, uno dei primi gruppi di uomini armati che è riuscito a infiltrarsi in territorio israeliano la mattina del 7 ottobre avrebbe puntato al carcere, ma non avrebbe raggiunto l'obiettivo per un "errore tecnico" che viene collegato alla "guida", incaricata di 'gestire' il commando sulla base di "mappe e dispositivi Gps". La 'cellula' diretta ad Ashkelon sarebbe stata composta da "23 combattenti". Il carcere si trova ad appena 13 chilometri a nord rispetto al punto più vicino del nord della Striscia di Gaza.