Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi una nuova conversazione telefonica con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Il colloquio - informa Palazzo Chigi - si è incentrato "sugli ultimi sviluppi della situazione sul terreno e sui 'referenda' illegali indetti dalla Federazione Russa nelle zone occupate del Donbass, di Kherson e di Zaporizhzhia. Il presidente Draghi ha assicurato che l’Italia non riconoscerà l’esito dei 'referenda' e ha confermato il continuo sostegno da parte del governo italiano alle Autorità e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti".

I leader delle autorità filorusse delle autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk e quelli delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia - sotto occupazione russa - sono intanto andati a Mosca per chiedere l'adesione alla Russia dopo i referendum. "Lo storico volo con i leader dei territori liberati è atterrato a Mosca. E' storia, e a lieto fine", ha commentato il numero due dell'amministrazione militare e civile di Kherson, Kiril Stremusov, in un messaggio su Telegram corredato di fotografie.

"Le regioni di Kherson e Zaporizhzhia, così come le Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk si sono riunite a Mosca per prendere una decisione storica. Molto presto ci convertiremo in nuovi sudditi della Federazione russa. Vi racconteremo questo a breve, ma già sarà un paese molto cambiato e una storia completamente differente", ha aggiunto. Mosca conta sui voti celebrati in Ucraina - che le autorità di Kiev e i governi occidentali non considerano in alcun modo validi - per legittimare la propria occupazione.