La Commissione Europea "sa" che tra gli Stati membri dell'Ue "c'è un dibattito" sulle misure necessarie ad affrontare la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19, e che durante questo dibattito "alcuni Stati membri hanno sottolineato i vincoli specifici che hanno davanti quando si tratta di eurobond, coronabond" o strumenti di questo tipo. "Questi vincoli ci sono e non possiamo semplicemente ignorarli: fanno parte del dibattito". Lo spiega il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing in remoto con la stampa a Bruxelles.

Per quanto riguarda la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, "l'elemento centrale, il più importante di tutto questo dibattito - aggiunge il portavoce - è far sì che abbiamo una risposta coesa alla crisi. E che non abbiamo una risposta che crei, in qualche modo, una spaccatura tra gli Stati membri basata sulla loro capacità di affrontare gli effetti della crisi. Questa è la base sulla quale sta lavorando". In altre parole, "serve consenso: senza consenso non c'è uscita dalla crisi", continua Mamer.

"E' per questo - prosegue - che l'Mff (il bilancio pluriennale dell'Ue, ndr) è un elemento così centrale del piano di ripresa che presenteremo". A parte questo, prosegue, "quello che diciamo è che tutte le opzioni sono sul tavolo: servono opzioni che siano veloci, efficaci e basate sul consenso tra tutti gli attori, e in particolare tra gli Stati membri. Questa è la chiave - sottolinea - per avere una risposta all'altezza delle sfide che la crisi provocata dal coronavirus ci pone di fronte".

Per quanto riguarda le prospettive del settore automotive in Germania, che secondo il Centre for Automotive Research dell'Università di Duisburg-Essen rischia di dover tagliare centinaia di migliaia di posti di lavoro nel 2020 a causa del crollo della domanda e della sovracapacità produttiva, e il conseguente vantaggio che Berlino avrebbe nel favorire un orientamento espansivo della politica di bilancio, secondo il portavoce "abbiamo bisogno di un piano di ripresa che funzioni per tutta Europa".

"E' chiaro - continua Mamer - che dobbiamo preparare la via d'uscita" dalla crisi. "Ed è un cammino che dobbiamo creare: 'Caminante, no hay camino, el camino se hace al andar' (citazione di una poesia di Antonio Machado, ndr). Vuol dire che ciascuno ha la sua visione su qual è il mezzo migliore per uscire dalla crisi e per ritrovare il cammino verso un'economia sana".

"Bisogna trovare un consenso - prosegue - perché senza consenso non avremo un'uscita dell'Ue dalla crisi che sia coerente e solidale. E' normale che ci sia un dibattito: dobbiamo prendere il tempo per dibattere. Abbiamo agito immediatamente per dare agli Stati membri il modo per uscire dalla crisi". "Ora - aggiunge Mamer - dobbiamo lavorare in modo intelligente e sulla base del dialogo per trovare la strategia a medio termine che ci permetta di cancellare il più possibile gli effetti della crisi".

"Siamo democrazie - dice ancora il portavoce - è normale e sano che ci siano dei dibattiti. Non capisco perché dubitiamo sempre di noi stessi: l'Ue ha superato crisi enormi nella sua storia, recente e più lontana. Siamo sempre usciti con successo da queste crisi e lavoriamo per superare anche questa crisi".

Quindi, continua, nell'Ue si discute "sulla base di questi valori, che sono i valori delle democrazie, che hanno l'abitudine di discutere, di mettere i problemi sul tavolo e di confrontare i vari problemi e, in ultima analisi, per trovare il modo di agire insieme. E' su questo che lavoriamo".

"Sono convinto che ci arriveremo. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e la sua squadra svolgono il loro ruolo in questo dibattito: da una parte con le misure che prendiamo ogni giorno per gestire la crisi e dall'altra con la preparazione di un piano di rilancio", conclude Mamer.