Tutte le novità
LETTERA AL DIRETTORE
27 Dicembre 2025 - 10:04
Roberto Fico
Gentile Direttore, da poco è passato il Natale, una festa che ci riporta agli anni dell’infanzia, quando tutto un rituale e la magia stessa dei racconti dei nostri genitori, ci facevano felici e depositari di verità od illusioni per una vita in cui si sperava che i sogni si avverassero.
Non eravamo ancora, né lo erano soprattutto gli adulti, che si univano alla nostra gioia, preparati agli stravolgimenti dell’epoca attuale, in cui si è “imbarbarito” il significato stesso del Natale, che per estremizzazione di altre culture, rappresenta una sorta di blasfemia e non di festa.
Siamo “circondati” da guerre, distruzioni, odio, desiderio di edonismo sfrenato ed esibito, dimentichi dell’esistenza di un’altra umanità che soffre per la fame, per le malattie, per l’indigenza totale.
Chi più possiede, in questi giorni si esibisce in scene ed atti di beneficenza, divulgate il più possibile, in modo che si sappia la magnanimità del più fortunato rispetto ai propri simili diseredati, pronti, ovviamente, a profittare del gesto “altruista” compiuto solo in questi giorni, per acquisire una sorta di primogenitura al solo scopo di sfruttare le terre e gli esseri umani che le abitano.
Chi celebra e crede con convinzione nel Natale dovrebbe più di tutti operare il bene, non ostentandolo, né menando vanto, ma in assoluto silenzio partecipativo della povertà di tanti simili.
Le parole pronunciate da Gesù nel “discorso della montagna” sono ben conosciute, ma poco praticate: “Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra cosa fa la destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.
Quanto sia attuale questo discorso, e quanti insegnamenti ci dà non lo abbiamo ancora capito o recepito da più di 2025 anni, e non lo faranno, temo, nemmeno i nostri figli e nipoti. Oggi, anzi, questo discorso si ribalta e si afferma che la beneficenza deve essere divulgata, perché sia un esempio per tutti gli altri, che accorreranno per “senso di emulazione”.
Quanto fariseismo ed inganno, invece. La televisione, i giornali, ma soprattutto i cosiddetti “social” inondano di messaggi fasulli i loro post, facendo credere che quel panettone costa di più, perché il surplus va in beneficenza, o i tanti strumentali moti e “iniziative umanitarie” fatte in nome del martoriato popolo palestinese, o dei cosiddetti clandestini che fuggono dalla fame che li uccide a milioni.
Il Natale, comunque, a noi campani specialmente porta anche la bella notizia che il novello “sultano”, Presidente della Regione Roberto Fico, ci rivelerà la nuova Giunta il 29, quando ci sarà la prima seduta del nuovo Consiglio Regionale.
Conosceremo, così, i nomi di “altissimo profilo” che ci governeranno nei prossimi 5 anni, scelti tra la rosa dei nomi, pure loro di “altissimo profilo“ che i partiti e liste “fai da te” hanno presentato al neo-Governatore, che ha inaugurato un sistema di “consultazioni”, a mo’ di esempio di quanto accade per la composizione di un nuovo Governo nazionale, con le consultazioni del Presidente della Repubblica.
Al passato Presidente De Luca era stato “affibbiato” il “soprannome” di “sceriffo” per il suo carattere irruente e decisionista; per Fico, a me viene più spontaneo quello di “sultano”, perché ha imposto il sistema, per quanto leggo, della scelta personale su una lista di nomi presentati, che nel cerimoniale dei sultani rappresentava la scelta operata all’interno del “mondo riservato” al solo sultano stesso.
Dicono che sia un sistema “più trasparente”, rispetto a quelli adottati dai predecessori di Fico. Dove ci sia più trasparenza, visto che le “consultazioni” avvengono sempre “interna corporis” non riesco a capirlo.
Registro solo che tra i nomi anticipati come probabili dai mass-media la famosa “discontinuità dal passato” e l’“altissimo livello” (si parla di “superlativo assoluto”) non intravvedo tanta innovazione.
Confermo, invece, il mio convincimento che l’aver escluso dalla nomina nell’Esecutivo i Consiglieri Eletti, e, addirittura, quelli candidati ma non eletti, è una scelta sbagliata, perché i nominati assessori, pur anche di “altissimo livello” (?) non hanno contatto o contezza del territorio dove dovranno operare, e, soprattutto, non creeranno quella sinergia costante e necessaria tra l’organo esecutivo (Giunta regionale) e quello legislativo (Consiglio regionale), tanto mancante nella consiliatura appena trascorsa, dove De Luca era il vero “Governatore” e i consiglieri semplice “appendice”, buonisolo ad approvare leggi e il bilancio sotto il “ mancipium” del voto di fiducia, vero suicidio per i consiglieri che all’epoca approvarono questa “norma capestro”, in virtù della quale il Presidente della Regione può sempre evocare la sfiducia che comporta automaticamente lo scioglimento del Consiglio.
Il Natale è passato, Direttore: adesso aspettiamo solo un nuovo anno con una Giunta regionale di “altissimo livello”. Penso che questa “allocuzione” più volte evocata in questi giorni si riferisca alla sistemazione logistica nei piani alti del Centro Direzionale dove hanno gli uffici gli assessori: c’è un assessorato che è situato al 21esimo piano di un edificio: più di “altissimo livello” di così!
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo