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Il punto
08 Febbraio 2026 - 10:39
L'Italia è un Paese ricattato dall'immoralità della cosiddetta doppia morale, che, per altro, a mio personale avviso nemmeno esiste. Se, infatti, è vero, com'è vero, che per doppia morale, s'intende l'applicazione iniqua di principi etici, giudicando comportamenti simili in maniera diversa a secondo di chi li compie e per favorire un'èlite piuttosto che la collettività, si fa fatica a rispondere che c'è.
Poiché se giudicare un principio etico sulla base di chi lo compie e dando sempre ragione a “vip” e “consanguinei”, penalizzando la gente comune, è “immoralità”. Una scelta ipocrita e non c’è alcunché che possa dargli una, seppur minima, parvenza di legittimità.
Si tratta - comunque, si cerchi di dissimularla – solo di riprovevole malafede. Basta pensare alla condanna e cosiddetta presa di distanza della sinistra e dei suoi leader: della violenza scatenata dai quasi duemila “black bloc rossi” durante la manifestazione a sostegno del tentativo di Askatasuna di riappropriarsi dell'immobile strappatole, dopo 30 anni di occupazione abusiva; dell'aggressione alle forze dell'ordine, con 108 poliziotti feriti e uno preso a martellate da una quindicina di guerruglieri; alle immagini durissime da film dell'horror, rilanciate via etere dalle tv subito dopo.
Prese di distanze, però, immediatamente ricusate da quelli che nascondendosi all'ombra del rischio, che – per fortuna del Paese - non c'è, del fascismo ritornante, si stanno palesando, ogni giorno di più per quello che, in realtà davvero sono: anarco-comunisti a trutto tondo.
Sicché, mentre la sinistra ha continuato a vaneggiare, tra un se e un ma, accusando il governo di non aver fatto alcunché per impedire che un manipolo di violenti facesse degenerare un “corteo pacifico” (?) in guerriglia urbana, gli stessi “askatasunani” hanno rivendicato – attraverso uno dei principali leader Gastini – il proprio “diritto” ad aggredire i poliziotti perché – ha sostenuto - “continuare ad autoassolversi non serve” e a ribadire che “non c'erano infiltrato. Quelli che hanno assalito i poliziotti, siamo stati noi” perché “abbiamo scelto lo scontro”.
Ebbene, dopo tali dichiarazioni, espresse tra l'alro con sicumera, violenza e arroganza, c'è qualcuno disposto a credere che mentisse e che madam Elly, Bonelli, Fratoianni (questi ultimi due presenti in persona, insieme ad altri compgni di Avs in ottimi rapporti con Askatasun hanno partecipato alla manifestazione legittimandola, non conoscessero le reali intenzioni degli organizzatori?
Assolutamente, no, Anzi! Sapevano benissimo che avevano invitato a partecipare tutti gli antagonisti d'Europa (capeggiati dai tedeschi della “banda del martello” di “salisiana memoria) e d'Italia che non se lo sono fatto ripetere due volte e sono arrivati in massa, ma solo 3 sono finiti in manette. Ma si può non chiedersi e, soprattutto, non chiederlo a quei “sinistrati” che per scaricare la responsabilità di quanto avvenuto, sul Governo, hanno domandato con la solita ipocrita malafede via etere – per impedirgli di rispondere in diretta - al ministro Piantedosi, perché conoscendo il rischio ne avesse consentito lo svolgimento.
Già, ma se lo avesse impedito, loro c'è da scommetterlo avrebbero accusato lui, la Meloni e il governo di autoritarismo e fascismo. Tanto più che – ancora una volta – purtroppo la magistratura contro il governo, si è schierata dalla parte dei violenti. Basta pensare che gli appena 3 arrestati sono stati immediatamente rilasciati, due con obbligo di firma e il terzo ai domiciliari e per mandarlo a casa il giudice ha dato fondo alla propria fantasia e s'è inventata un'attenuante ad hoc: l’”ingenuità operativa”. Indossava un giaccone rosso, facendosi notare mentre “operava”.
A dare, però, la misura dell'ipocrisia sinistrorsa c’è chi ha parlato di “strategia della tensione e trame nere” che “servono a legittimare la repressione” e inoltre “a chi giovino gli scontri di piazza e l'aggressione a martellate a un poliziotto? A far crscere la paura e controllare i cittadini e serve ai regimi” per averne certezza, però non ha chiesto aiuto alle immagiini televise, bensi alla propria mente.
Un po' confusa e fortemente schierata contro l'esecutivo. Per finire un dubbio, personale. Il decreto sicurezza approvato giovedì, prevede il “fermo preventivo” e “non è affatto una misura liberticida, - ha detto il ministro Piantedosi - è presente in molti ordinamenti europei, ha bisogno di solide prove per essere operato ll'autorità giudiziaria può disporre la liberazione del fermato”.
Ebbene, visto quanto si sta verificando in questo periodo fra governo e magistrati quanti “sì” a tali fermi pronunceranno le toghe? Che continuana a provarci. Con un'ordinanza firmata da una ex parlamentare del Pd, e già CsM, Ferranti, la Cassazione ha accettato il quesito dal comitato dei 15 vicino al “no”. Ma il Consiglio dei ministri ieri ha integrato il quesito del Referendum per cui di voterà il 22 e 23 marzo.
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