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LETTERA AI LETTORI
25 Febbraio 2026 - 10:00
Cari amici lettori, vi ho già parlato della maternità, ricordando che essa, nella storia e nella coscienza del popolo cristiano, è incarnata e consacrata nella persona della Vergine Maria.
Il discorso torna di attualità, con la notizia che è stata ripulita la “Ruota della Nunziata”. Quella ruota, che si trova nella strada dei presepi (significativa combinazione fra il presepe, simbolo della natività, e una struttura che aveva la funzione di riparare le conseguenze di una maternità indesiderata), fu celebrata da Ferdinando Russo in un meraviglioso sonetto, intitolato appunto «'A ròta d'a Nunziata», di cui vi trascrivo la prima quartina:
«Cchiù spisso èra na mamma, ca purtava,
dint' 'o sciallo, quaccòsa arravugliata:
na criatura. E dòppo na guardata
sott’uócchio, dint'‘a rota ll'apusava.»
La creatura era ritirata all’interno dalle monache, che ne curavano la crescita e l’educazione.
Ma la più grande esaltazione della madre è nella poesia di Salvatore di Giacomo: il poeta racconta di un figlio che, indotto a questo delitto da “na ‘nnammurata malamènta”, ha ucciso la madre per portarne a quell’infame il cuore. La vicenda così si conclude:
“Ma cu ‘o stesso curtiello,
(c'a mano scellarata le tremmaie)
sceppanno 'o core 'a mamma,
nu dito se tagliaie......
E sapite sta mamma,
gente, che lle dicette?
Dicette:-Figlio, te si' fatto male?-
E, guardannele 'o dito,
suspiranno, murette.....”.
Questo era il passato. Oggi, come ben sapete, la cultura woke sta cancellando questa millenaria cultura, esaltando l’aborto. Se il bimbo non era desiderato, la soluzione è semplice: lo Stato si preoccupa di curarne l’aborto e chiunque non sia d’accordo è censurato, come il parroco che non dovrebbe suonare le campane e chiunque manifesta, in qualunque forma, “pro vita”.
Alla ministra competente fu impedito di parlare in un convegno all’uopo organizzato. Se all’aborto non si è provveduto, quella madre che untempo portava il neonato alla ruota, semplicemente lo ammazza. L’infanticidio non è ancora lecito, ma la malvagità contemporanea potrebbe arrivare addirittura a questo.
Aborto e infanticidio non sono, ahinoi, altro che la cima emergente di un pericoloso vulcano. Oltre ai bambini uccisi prima o dopo la nascita, ci sono i bambini scomparsi. Innumerevoli in Africa e nell’America Latina, ma troppo numerosi anche in Italia. Da oltre cinquanta anni, ogni settimana due minorenni si perdono per sempre», ha detto Saverio Ordine, commissario straordinario del Governo per le persone scomparse.
Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, istituzione da lui fondata nel 1987, riferì che nel primo semestre del 2024 erano scomparsi 8.143 minori, di cui solo il 49% poi ritrovato.Nel primo quadrimestre 2025, in Italia si siano registrate 4.589 denunce di scomparsa di minori.
Si tratta di cifre che concernono tutti i minori, ma fra questi i bambini sono circa il 20%. Che fine fanno i bambini scomparsi per sempre? Gran parte di loro è oggetto di commercio per opera di organizzazioni criminali internazionali. Si tratta, evidentemente, di un commercio redditizio, analogo aquello della droga. Ma la cosa più orribile è che in molte scomparse sono coinvolte istituzioni pubbliche.
Il caso più eclatante fu quello di Bibbiano: che fine hanno fatto quelle creature, colpevoli solo di esser nate in una famiglia povera? E ora i tre piccini del bosco, tenacemente e inutilmente trattenuti da personaggi ostili nonostante le proteste della pubblica opinione, hanno suscitato un interesse per questo fenomeno, che è molto diffuso.
Secondo il report “I minorenni in affidamento familiare e nei servizi residenziali attraverso i dati SIOSS – Anno 2023”, pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2023 i minorenni fuori dalla famiglia d’origine sono 42.002. In questi ultimi mesi si parla di circa ottanta casi, fra cui un bimbo toscano di cui non si è saputo più nulla.
A volte i bimbi prelevati vengono dati in affido (nel Nord di solito a nuclei familiari estranei a quello di origine); altre volte restano negli istituti (e a giudicare dal caso della foresta ci stanno molto male).
La famiglia non piace più, perché è uno dei cardini di quella tradizione che si vuole cancellare. La nascita è la fonte della vita, la nuova mentalità è fonte di morte. La vita è bene, la morte è male. La vita è opera di Dio; la morte, come ci ricorda la Genesi, è opera del serpente. Di fronte a Gesù Cristo, Satana dovette arrendersi; ma è rimasto padrone dei regni della terra e per mezzo loro genera le guerre e gli altri mezzi di morte, ivi compresi quelli che fanno scomparire i bambini.
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